mercoledì 28 marzo 2012

Quando il piccolo Daniel cantava con l’Inferno

SE DALLA CURVA intonano spesso il coro «Daniel Hackett uno di noi», una ragione c'è. Il motivo è che lo è veramente, non solo a parole. O perlomeno, lo è stato, un «ultras» della Vuelle. 
Una testimonianza simpatica, è il 21 gennaio del 2001, la Scavolini è in trasferta a Montecatini dove poi vincerà per 109-100 e Daniel, appena 13enne era lì, appoggiato alla balaustra, sorridente e fiero di esserci, lui così piccolo in trasferta insieme a tanti diavoli più grandi di lui. 
In quel periodo il piccolo Hackett, che giocava nelle giovanili biancorosse, era diventato il pupillo di Booker, play verso il quale nutriva una sconfinata adorazione. E Melvin, come tanti giocatori, aveva le sue scaramanzie. Così, siccome il primo tentativo aveva portato fortuna, ogni volta che la Vuelle giocava in casa voleva che Daniel salisse in macchina con lui per andare fino al palas. Poi quando la Scavolini eliminò la Fortitudo alle finali di Coppa Italia, Booker lanciò le sue scarpette rosse verso il ragazzino: con quelle scarpe, anche se ci ballava dentro, Daniel vinse il titolo di capocannoniere ai Memorial Zanatta di Treviso. Ecco perché è uno di noi.

Il Resto del Carlino (link)

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