martedì 13 marzo 2012

Edison ASG 2012: vince l’Italia e lo spettacolo

Daniel Hackett
MVP Edison ASG 2012
ALL STAR TEAM-ITALIA 85-91
All Star Team: White 10 (5/5, 0/1), Coleman 10 (5/6, 0/1), Hickman 11 (1/3, 1/3), Fotsis (0/1 da tre), Brown (0/3 da tre), Diener T. (0/1, 0/3), Shermadini 6 (2/5), Jones 13 (2/4, 3/8), Moss 11 (0/1, 3/4), Douglas-Roberts 6 (3/5, 0/1), Johnson 13 (5/6), Smith 5 (2/6, 0/1). All.: Trinchieri.
Italia: Cavaliero 9 (0/3, 3/4), Mancinelli 7 (1/5, 1/3), Poeta 7 (3/3, 0/1), De Nicolao, Reati, Cuccarolo (0/1), Hackett 27 (8/9, 1/5), Melli 10 (5/5, 0/3), Viggiano 5 (1/2, 1/4), Cusin 15 (6/9), Chiotti 6 (3/5), Polonara 5 (1/2 da tre). All.: Pianigiani.

Si scrive All Star Game e si legge festa. La pallacanestro italiana per un giorno dimentica rivalità e polemiche e si regala una giornata da applausi. E’ la partita delle stelle, è il festival delle schiacciate e dei tiratori, è la prima stagionale di una Nazionale molto rinnovata da cause di forza maggiore, è la vittoria dell’intrattenimento sull’esasperazione agonistica. Dopo 15 anni l’All Star Game torna a Pesaro, l’emblema della provincia italiana che respira basket, e lo fa in grande stile, peccato solo che sia mancato a lungo l’equilibrio con l’Italia troppo motivata e in ampio vantaggio fin dalla metà del primo quarto. Finisce 91-85 ed è il quarto successo in fila degli azzurri sugli All Star. Mvp della serata l’enfant du pays Daniel Hackett (27 punti con 8/9 da 2) che proprio un anno fa con questo evento si riguadagnò di prepotenza un posto nel giro azzurro.
GRAND'ITALIA — Pianigiani sceglie Cavaliero, Hackett, Mancinelli, Melli e Cusin come quintetto ovvero tre giocatori della Scavolini Siviglia e un ex della passata stagione. Negli All Star subito altri tre pesaresi con Hickman, White e Jones. Il ritmo è quello della partitella, come spesso accade all’inizio di questi eventi, e chi più aggredisce come Melli, che è molto cresciuto dopo la poco fortunata parentesi marchigiana, si fa notare subito. Per Nicolò 8 punti e 3 recuperi nel 30-20 del primo quarto in cui gli stranieri tengono botto grazie al 3/3 dalla distanza di Moss. Hackett e Cavaliero non si risparmiano, la selezione Edison invece è perlomeno soft in difesa e sul 43-22 Molin, vice di Trinchieri, fa sentire la sua voce perché farsi maltrattare, anche senza punti in palio, non è nel suo dna. Polonara trascina gli azzurri fino al 51-26, poi con in campo Italia 3 arriva la reazione degli americani che riducono il margine sul 53-35 al riposo.
SCAMPATO PERICOLO — Finché c’è Cusin in campo va tutto liscio, poi molto dipende da Hackett: quando tira il fiato gli All Star rientrano a -10, poi sulla sirena Daniel mette la tripla del 70-57 a tarpare le ali della rimonta straniera. La selezione Edison prova ad alzare i ritmi, ma non è serata e quando sbaglia un paio di tiri da fuori non ha la forza per lavorare in difesa e contrastare la reazione italiana. Finita? Anche no. Come in un copione di una commediola hollywoodiana sono Coleman e Hickman che riaprono la partita fino al 76-74. E come in una sceneggiatura a chiudere i conti è ragazzo di casa, Daniel Hackett che con due entrate di forza allarga il margine e sull’87-83 trova la giocata da tre punti della staffa.
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SLAM DUNK CONTEST "YAMAHA XENTER"
SCHIACCIATE — Il re è ancora James White. Il più incredibile schiacciatore del pianeta fuori dalla Nba ha colpito ancora e, pur senza volare come lo scorso anno ad Assago, è salito ancora più in alto. In cielo, anche se solo metaforicamente, indossando la maglietta di Alphonso Ford, idolo dell’Adriatic Arena scomparso di leucemia nel 2004. Dopo avere spiegato chi è il più forte nella prima schiacciata, ha faticato al secondo tentativo e in finale si è assicurato subito il successo prima di provare, senza riuscirci, due numeri a effetto per consacrare ulteriormente la sua leggenda di principe delle schiacciate. E’ stata comunque una gara entusiasmante con Aubrey Coleman che si è esibito col costume da Batman, da Uomo Ragno e poi ha chiuso la sua esibizione strappa applausi saltando lo scooter dello sponsor Yamaha. Memorabile anche la seconda schiacciata di Tony Easley che ha violentato il ferro dopo avere scagliato a sorpresa la palla contro il tabellone dei 24 secondi.
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3 POINTS CONTEST "LA GAZZETTA DELLO SPORT"
TRIPLE — Il re dei tiratori è Travis Diener, playmaker del Banco Sardegna Sassari, che in finale ha battuto allo spareggio Jeff Viggiano, esterno italo-americano del Benetton Treviso e che sicuramente non avrebbe sfigurato anche nella gara delle schiacciate. E’ stata una sfida emozionante: entrambi sono partiti male con 5 errori e sono cresciuti alla grande con Viggiano che ha impattato a quota 51, segnando gli ultimi sei tiri consecutivi. Allo spareggio poi il giocatore di Treviso ha sbagliato gli ultimi due tiri che gli sarebbero valsi il sorpasso. Diener è il primo statunitense a imporsi dal 1998 in un concorso in cui a vincere più di una volta è riuscito solo il leggendario brasiliano Oscar Schmidt (dal 1987 al 1989 e 1993).
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