martedì 28 febbraio 2012

Il weekend dell’NBA All Star Game di Orlando

Nella foto Kevin Durant, MVP dell’NBA All Star Game 2012

ORLANDO (FL Stati Uniti), 24 FEBBRAIO 2012  — Il palcoscenico della prima serata dell'All-Star Weekend di Orlando è tutto di Kyrie Irving, che segna 34 punti sbagliando un solo tiro su 13, distribuisce 9 assist e viene eletto MVP indiscusso della partita tra stelle emergenti. Alla fine si è imposta la squadra di Charles Barkley su quella allenata da Shaquille O’Neal 146-133. A dare una scossa alla partita ci ha pensato anche John Wall (17 punti, 8 assist e 6 rimbalzi). Il Team Shaq si è divertito con le evoluzioni di Ricky Rubio (12 punti, 7 assist), ma è stato tradito dai due giocatori più attesi: Blake Griffin si concede una decina di minuti per risparmiarsi in vista di domenica mentre mentre Jeremy Lin, inserito nel roster in extremis, è sembrato un pesce fuor d’acqua (2 punti in meno di 9'). Il Team Shaq ha sofferto la stazza del quintettone del Team Chuck (Turner, George, Williams e Cousins): la differenza di una partita dallo scarso contenuto agonistico l’hanno fatta Wall e Hayward uscendo dalla panchina. Nel finale, dove si vede persino qualche segnale di difesa, il Team Chuck riprende il largo, con l'asse Irving-Wall a chiudere dei giochi (palla alzata del primo per la schiacciata all'indietro del secondo). Gli ultimi 2 minuti fanno da anticipo alla gara di schiacciate di sabato: con George e Wall sugli scudi.


ORLANDO (FL Stati Uniti), 25 FEBBRAIO 2012  — La gara del tiro da tre punti, nell’antipasto dell’All Star Game di Orlando, va a Kevin Love: dopo aver superato le eliminatorie vincendo il tie-break con Mario Chalmers, l'ala di Minnesota ha battuto in finale Kevin Durant e il campione uscente James Jones: la guardia Heat domina al primo turno (22, 7 canestri consecutivi) ma si ferma a 13 nel round decisivo, azzoppato da un terribile inizio (2/10). Durant si illude registrando un 16 in finale, ma raggiunto in extremis da Love, viene poi battuto allo spareggio 17-14. «Quando sono entrato nella NBA – ha poi commentato il vincitore - tutti dicevano che non avevo tiro da fuori: queste critiche mi sono servite da motivazione, ho sempre saputo di essere un buon tiratore a dispetto della mia taglia fisica e del mio ruolo. Questa vittoria, però, non implica che passerò il resto della stagione a sparare triple». Il contest a squadre è andato a New York, che con Landry Fields hanno schierato Cappie Pondexter e Allan Houston. In finale sconfitto il Team Atlanta, campione uscente, rimaneggiato alla vigilia con l'inserimento di Jerry Stackhouse al posto di Joe Johnson nonostante il 2/2 da centrocampo di Kenny Smith. Lo Skill Challenge se l’è invece aggiudicato Tony Parker: con Steph Curry infortunato, la sfida si è ridotta a un testa a testa tra Tony Parker e Deron Williams. Rajon Rondo si incarta in finale con tre errori alla postazione del passaggio schiacciato mentre D-Will regala al francese la vittoria con un terribile 1/5 dal tiro frontale.
EVANS INCANTA – La gara delle schiacciate è andata a Jeremy Evans, che ha convinto la giuria con una doppia affondata sfruttando i palloni che gli sono stati passati da Gordon Hayward seduto sotto canestro. L'ala dei Jazz ha battuto per un solo punto Chase Budinger nella votazione finale, particolarmente apprezzata la terza schiacciata di Evans: ricevuta una busta con una canotta di Karl Malone e indossatala in omaggio a "The Mailman", Evans ha affondato saltando il postino (ovvero, l'attore Kevin Hart).
sabato

ORLANDO (FL Stati Uniti), 26 FEBBRAIO 2012  — All'inizio del terzo quarto con una schiacciata di Durant il West aveva raggiunto 21 punti di vantaggio: 90-69. A 1'41" dalla fine, canestro di Williams, l'East si era portato a un solo punto: 147-148. Si è deciso negli ultimi 100 secondi l'All Star Game numero 61, in volata, come una partita vera, è ha vinto il West (152-149) trascinato soprattutto da Kevin Durant 36 punti, MVP della serata il primo della carriera: «Ma per questo - ha poi detto - non mi sento una superstar». A contendergli il premio, e la vittoria, dall'altra parte prima di tutti LeBron James che ha chiuso l'incontro con gli stessi punti della stella di Oklahoma City, ma con una palla persa di troppo, a 1"9 dalla conclusione, strappatagli da Griffin, quando il distacco tra le due squadre era di un solo canestro, 151-149. 
UN ANTICIPO DELLA FINALE? - Il duello Durant-LeBron è apparso come un anticipo di quella che, se non succederanno cose impensabili, sarà la finale 2012 per il titolo, Miami-Oklahoma City, le due squadre attualmente in testa, con lo stesso record, nelle proprie conference. Non ci si è annoiati ieri sera all'Anway Center di Orlando, quasi 18.000 spettatori per una partita che sembrava senza storia nella prima parte, con il West nelle vesti di dominatore con Durant, Westbrook e Bryant (e 88 punti a metà incontro, un record per l'All Star Game) poi all'inizio del terzo quarto la riscossa dei padroni di casa (che avevano perso anche l'anno scorso a Los Angeles) guidata da un irresistibile LeBron. E il recupero, che sembrava quasi impossibile si è materializzato proprio nei secondi conclusivi regalando al pubblico non solo spettacolo, ma anche emozioni.
BRYANT RECORD... - Una delle quali è arrivata quando c'erano ancora da giocare 4'03" del terzo quarto, con Kobe Bryant che superava Michael Jordan come miglior realizzatore di tutti i tempi nell'All Star Game: aveva 262 punti MJ, adesso 'Black Mamba' è arrivato a 271 alla sua 13a apparizione (con 14 convocazioni), secondo, in questa graduatoria, a pari merito con Chamberlain, Cousy, Havlicek e Jordan, dietro solo a Jabbar (18).
...E POI IL MEDICO - Ma anche ieri sera Kobe ha saltato l'appuntamento con le interviste, come era successo venerdì, ma qusta volta perchè accusava dei dolori alla testa, probabilmente causati da un duro fallo subito da Wade che l'aveva fatto anche sanguinare dal naso, motivo per il quale subito dopo l'incontro è stato sottoposto a una visita medica. 
CHE MUSICA! - Prima Nicky Minaj, poi lo show dell'intervallo con Pitbull, Chris Brown, Ne- Yo e Nayer hanno entusiasmato il pubblico rendendo l'All Star Game 2012 veramente da ricordare.
domenica

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