mercoledì 29 febbraio 2012

La Benetton Treviso U19 non vìola la Romagna

Rimini, 23 febbraio 2012
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BASKET RIMINI CRABS-BENETTON TREVISO 68-45
CRABS: Scrima, Gamaleri 21, Piastrellini, Tenchev n.e., Zannoni 9, Brighi 6, Brattoli n.e., Marengo, Lopez Rodriguez, Vignali, Dimitrov 15, Bortolin 17.
All.: Gandolfi, Firic.
BENETTON: Contessa 4, Rossetto, Ivanov 17, Bonivento 2, Masocco 8, Cecchinato 4, Vedovato 4, Doum, Iacopini 2, Malbasa 4.
All.: Pasquali, Andreazza.

Arrivano alla Carim di Rimini i Campioni in carica della Benetton Treviso, guidati in panchina dal duo composto dal vice allenatore della Nazionale Canadese, Pasquali Renato e da Andreazza. L’influenza costringe ai box Gaspardo per Treviso e Tenchev per Rimini. E’ un vero e proprio “tsunami” bianco-rosso quello che si abbatte sui trevigiani fin dalle prime battute. I Crabs sono veramente aggressivi e si nota subito come abbiano preparato la partita per limitare gli esterni trevigiani. Aggressività e contropiede le armi dei riminesi per arrivare al 5’ addirittura sul 18-2, dopo essere partiti 9-0. Bortolin, Dimitrov, Brighi e soprattutto Gamaleri sono i finalizzatori delle soluzioni riminesi. Scrima (4 assist su 7 nel primo quarto) è chirurgico nell’alternare contropiede a soluzioni a difesa schierata, magari accentuando la ricerca dei lunghi riminesi. Il primo quarto si chiude 26-2 per i Crabs!
Nel secondo periodo gli ospiti rallentano la furia romagnola con la zona e ritrovano un pò di fiducia. Sono Ivanov e Contessa i più vivi, a cui rispondono Zannoni, Dimitrov e Bortolin per i locali e si arriva al 15’ sul 34-16 e all’intervallo sul 40-25.
Treviso prova ad adattare la sua zona sui lunghi riminesi ma Bortolin è devastante (8/10 e 10 rimbalzi ma anche 6 recuperi e 4 assist) e Dimitrov è bravo a non dare punti di riferimento: il quarto vive un sostanziale equilibrio e si finisce sul 52-41.
Ultimo quarto in cui i locali ritrovano aggressività in difesa lasciando ai trevigiani solo 4 punti (16-4 il parziale) e si finisce sull’imprevisto (sopratuttto nelle proporzioni) 68-45.
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Santarcangelo di Romagna (RN), 27 febbraio 2012

ANGELS SANTARCANGELO-BENETTON TREVISO 81-76 d.t.s.
ANGELS: Bianchi 6, Lucchi 18, Raffaelli 12, Ricci, Del Turco 2, Moretti 6, Botteghi 14, Rinaldi 19, Meledje 2, Albertazzi, Tonini 2. All.: Carasso.
BENETTON: Contessa 1, Rossetto 8, Ivanov 14, Bonivento 11, Masocco 10, Davis 8, Cecchinato 12, Vedovato 4, Dioum, Rappo 8, Iacopini, Malbasa.
All.: Pasquali.
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Non ci sono parole per descrivere l'impresa che i nostri ragazzi hanno compiuto nuovamente. Due punti importantissii contro una corazzata del calibro della Benetton Treviso e per di più dopo un supplementare e aggiungiamoci anche l'assenza di Bedetti a letto influenzato, una di quelle partite tiratissime e che fanno amare sempre di più questo sport. Ottimo inizio degli Angels che fin da subito giocano insieme e trovano ottime soluzioni di squadra, Lucchi in penetrazione è mortifero, Raffaelli mette due triple ma dall'altra parte una fisica Benetton trova canestri con arresti e tiri a centro area. Si segna da ambo le parti e nessuno prende il largo fino ad un primo minibreak Angels a fine periodo (24 - 17). Nel secondo periodo Treviso sul finale si rifà sotto, Rinaldi trova due buone soluzioni da sotto e all'intervallo siamo (36 -35). Il terzo periodo è tutto Clementino, ottima pressione sulla palla e intensità, Treviso segnerà 7 punti in questo periodo, Botteghi è su tutti i rimbalzi c'è aria di Impresa. Ma è tutt'altro che finita, nell'ultimo e decisivo periodo a 6' dalla fine il pressing trevigiano manda fuori giri i gialloblù che perdono palloni importanti e in attacco non attaccano con la dovuta calma. Partita riaperta, a 2' dalla fine Davis impatta sul 64 pari. Dall'altra parte Lucchi  mette una tripla clamorosa, Angels sul + 3. Bonivento risponde sempre da tre, perfetta parità. Poi Lucchi subisce fallo; 1/2 dalla lunetta così come Rinaldi che a un possesso e poco più dal termine  porta gli Angels sul + 2. Si difende e Vedovato impatta il match a 8"dalla fine. Time- out Angels ma sulla successiva rimessa non entra il jumper della vittoria.....servono altri 5' per aggiudicarsi la posta il palio. Va in vantaggio Treviso inizialmente ma Rinaldi accorcia le distanze, poi Lucchi si carica il peso offensivo della squadra subendo falli e tirando i liberi con freddezza glaciale, in difesa non si passa e siamo qui a raccontare l'ennesima vittoria del CUORE ANGELS. Grandi Ragazzi!!
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martedì 28 febbraio 2012

Il weekend dell’NBA All Star Game di Orlando

Nella foto Kevin Durant, MVP dell’NBA All Star Game 2012

ORLANDO (FL Stati Uniti), 24 FEBBRAIO 2012  — Il palcoscenico della prima serata dell'All-Star Weekend di Orlando è tutto di Kyrie Irving, che segna 34 punti sbagliando un solo tiro su 13, distribuisce 9 assist e viene eletto MVP indiscusso della partita tra stelle emergenti. Alla fine si è imposta la squadra di Charles Barkley su quella allenata da Shaquille O’Neal 146-133. A dare una scossa alla partita ci ha pensato anche John Wall (17 punti, 8 assist e 6 rimbalzi). Il Team Shaq si è divertito con le evoluzioni di Ricky Rubio (12 punti, 7 assist), ma è stato tradito dai due giocatori più attesi: Blake Griffin si concede una decina di minuti per risparmiarsi in vista di domenica mentre mentre Jeremy Lin, inserito nel roster in extremis, è sembrato un pesce fuor d’acqua (2 punti in meno di 9'). Il Team Shaq ha sofferto la stazza del quintettone del Team Chuck (Turner, George, Williams e Cousins): la differenza di una partita dallo scarso contenuto agonistico l’hanno fatta Wall e Hayward uscendo dalla panchina. Nel finale, dove si vede persino qualche segnale di difesa, il Team Chuck riprende il largo, con l'asse Irving-Wall a chiudere dei giochi (palla alzata del primo per la schiacciata all'indietro del secondo). Gli ultimi 2 minuti fanno da anticipo alla gara di schiacciate di sabato: con George e Wall sugli scudi.


ORLANDO (FL Stati Uniti), 25 FEBBRAIO 2012  — La gara del tiro da tre punti, nell’antipasto dell’All Star Game di Orlando, va a Kevin Love: dopo aver superato le eliminatorie vincendo il tie-break con Mario Chalmers, l'ala di Minnesota ha battuto in finale Kevin Durant e il campione uscente James Jones: la guardia Heat domina al primo turno (22, 7 canestri consecutivi) ma si ferma a 13 nel round decisivo, azzoppato da un terribile inizio (2/10). Durant si illude registrando un 16 in finale, ma raggiunto in extremis da Love, viene poi battuto allo spareggio 17-14. «Quando sono entrato nella NBA – ha poi commentato il vincitore - tutti dicevano che non avevo tiro da fuori: queste critiche mi sono servite da motivazione, ho sempre saputo di essere un buon tiratore a dispetto della mia taglia fisica e del mio ruolo. Questa vittoria, però, non implica che passerò il resto della stagione a sparare triple». Il contest a squadre è andato a New York, che con Landry Fields hanno schierato Cappie Pondexter e Allan Houston. In finale sconfitto il Team Atlanta, campione uscente, rimaneggiato alla vigilia con l'inserimento di Jerry Stackhouse al posto di Joe Johnson nonostante il 2/2 da centrocampo di Kenny Smith. Lo Skill Challenge se l’è invece aggiudicato Tony Parker: con Steph Curry infortunato, la sfida si è ridotta a un testa a testa tra Tony Parker e Deron Williams. Rajon Rondo si incarta in finale con tre errori alla postazione del passaggio schiacciato mentre D-Will regala al francese la vittoria con un terribile 1/5 dal tiro frontale.
EVANS INCANTA – La gara delle schiacciate è andata a Jeremy Evans, che ha convinto la giuria con una doppia affondata sfruttando i palloni che gli sono stati passati da Gordon Hayward seduto sotto canestro. L'ala dei Jazz ha battuto per un solo punto Chase Budinger nella votazione finale, particolarmente apprezzata la terza schiacciata di Evans: ricevuta una busta con una canotta di Karl Malone e indossatala in omaggio a "The Mailman", Evans ha affondato saltando il postino (ovvero, l'attore Kevin Hart).
sabato

ORLANDO (FL Stati Uniti), 26 FEBBRAIO 2012  — All'inizio del terzo quarto con una schiacciata di Durant il West aveva raggiunto 21 punti di vantaggio: 90-69. A 1'41" dalla fine, canestro di Williams, l'East si era portato a un solo punto: 147-148. Si è deciso negli ultimi 100 secondi l'All Star Game numero 61, in volata, come una partita vera, è ha vinto il West (152-149) trascinato soprattutto da Kevin Durant 36 punti, MVP della serata il primo della carriera: «Ma per questo - ha poi detto - non mi sento una superstar». A contendergli il premio, e la vittoria, dall'altra parte prima di tutti LeBron James che ha chiuso l'incontro con gli stessi punti della stella di Oklahoma City, ma con una palla persa di troppo, a 1"9 dalla conclusione, strappatagli da Griffin, quando il distacco tra le due squadre era di un solo canestro, 151-149. 
UN ANTICIPO DELLA FINALE? - Il duello Durant-LeBron è apparso come un anticipo di quella che, se non succederanno cose impensabili, sarà la finale 2012 per il titolo, Miami-Oklahoma City, le due squadre attualmente in testa, con lo stesso record, nelle proprie conference. Non ci si è annoiati ieri sera all'Anway Center di Orlando, quasi 18.000 spettatori per una partita che sembrava senza storia nella prima parte, con il West nelle vesti di dominatore con Durant, Westbrook e Bryant (e 88 punti a metà incontro, un record per l'All Star Game) poi all'inizio del terzo quarto la riscossa dei padroni di casa (che avevano perso anche l'anno scorso a Los Angeles) guidata da un irresistibile LeBron. E il recupero, che sembrava quasi impossibile si è materializzato proprio nei secondi conclusivi regalando al pubblico non solo spettacolo, ma anche emozioni.
BRYANT RECORD... - Una delle quali è arrivata quando c'erano ancora da giocare 4'03" del terzo quarto, con Kobe Bryant che superava Michael Jordan come miglior realizzatore di tutti i tempi nell'All Star Game: aveva 262 punti MJ, adesso 'Black Mamba' è arrivato a 271 alla sua 13a apparizione (con 14 convocazioni), secondo, in questa graduatoria, a pari merito con Chamberlain, Cousy, Havlicek e Jordan, dietro solo a Jabbar (18).
...E POI IL MEDICO - Ma anche ieri sera Kobe ha saltato l'appuntamento con le interviste, come era successo venerdì, ma qusta volta perchè accusava dei dolori alla testa, probabilmente causati da un duro fallo subito da Wade che l'aveva fatto anche sanguinare dal naso, motivo per il quale subito dopo l'incontro è stato sottoposto a una visita medica. 
CHE MUSICA! - Prima Nicky Minaj, poi lo show dell'intervallo con Pitbull, Chris Brown, Ne- Yo e Nayer hanno entusiasmato il pubblico rendendo l'All Star Game 2012 veramente da ricordare.
domenica

lunedì 27 febbraio 2012

Blitz esterno per gli uomini di coach Bernardi

ACEGAS APS TRIESTE-ANGELS SANTARCANGELO 53-63
53-63, gli Angels vincono a Trieste una partita di clamorosa fattura e staccano ulteriormente Firenze e Siena nella corsa a una migliore posizione nella griglia playout. Le considerazioni di classifica sono tutte qui, perché ritornare dal baratro richiede piedi ben solidi e piantati per terra. Se qualche tifoso vuole alzare gli occhi e guardare lontano è libero di farlo, ma i fari della squadra clementina devono ancora essere puntati su Consum.it e Brandini.
A Trieste è arrivata un’impresa, una di quelle vittorie incredibili contro la leader, assieme a Trento, della Divisione Nord Est. Gli Angels l’hanno spuntata grazie a una prova di grandissima autorità, corroborata da una difesa di incredibile solidità, dalla voglia di non mollare mai e, tecnicamente, da un saldo ultra-positivo tra perse e recuperate (+14), simbolo di grande energia. Il tutto ancora senza Giorgio Broglia, non dimentichiamolo. Gandini fa 5-0 dopo 2’, Bonetta allunga 7-2 poi ecco il primo break dei gialloblù. È Bedetti il protagonista, con Palermo che da fuori sigilla il parziale esterno di 10-0 che ribalta il match sul 7-12 del 7’. Ancellotti e Italiano la mettono per il massimo vantaggio a inizio secondo periodo (13-20), poi l’Acegas un po’ si riprende, anche se il controllo della gara resta nelle mani di una squadra, quella clementina, determinatissima a conseguire il suo obiettivo. A rimbalzo i locali hanno la meglio, ma Bedetti e una tripla di Bonaiuti valgono addirittura il 21-31 al 17’ prima che Gandini chiuda a -5 i primi 20’ (28-33).
C’è da lottare, ma questa non è una sorpresa. La gara torna a contatto, il giovane Ruzzier sbaglia tanto ma centra la bomba del 35-37 al 22’. Santarcangelo però ha sette vite, riprende quota su un paio di cesti di Silimbani ed è pronta a volare di nuovo. Gli ultimi dieci giri di lancette cominciano sul 40-46 e a farla da padrone, ancora una volta, è una difesa gialloblù che non concede assolutamente nulla alle bocche da fuoco giuliane. La tripla di Moruzzi è in sostanza l’ultimo segnale triestino (45-48 al 33’), poi Palermo spacca in due l’incontro con un paio di triple che sono l’anima del 9-0 esterno (45-57 al 37’). Ancora Moruzzi prova ad accorciare, ma Santarcangelo è sempre in totale controllo e va d’autorità a chiudere i conti ancora con un grande Palermo, preciso dalla lunetta. Finisce 53-63, avanti così!

domenica 26 febbraio 2012

Carlton Myers al PalaSanpa per l’ultimo tiro


CIMBERIO SAN PATRIGNANO-ABM TREBBO 64-76
CIMBERIO: Simeoni NE, Fornari 8, Myers J. 5, Polverelli 9, Myers C. 21, De Martin 12, Domeniconi, Zaghini NE, Accardo 9. All. Gregori.
ABM: Trevisan NE, Chiarini 10, Piccinini 19, Saccaro 8, Folesani 4, Zucchini 14, Costa 2, Corsaletti 6, Marchi 5, Zampogna 8. All. Lolli.

Esperienza pazzesca per l’ABM Trebbo che vince la sua quarta gara consecutiva a San Patrignano, affrontando uno dei giocatori simbolo della pallacanestro italiana negli ultimi vent’anni, ritornato in campo per questa partita dopo il ritiro di un anno fa dal basket professionistico con la volontà di aiutare la squadra della comunità (in difficoltà visto l’abbandono di coach Foschi e dei giocatori più rappresentativi). In un ambiente clamorosamente diverso dalle normali abitudini della categoria, con circa 700 persone festanti, chiassose e piene di entusiasmo assiepate sulle tribune a bordo campo, i ragazzi di coach Lolli si sono trovati ad affrontare un impegno dalle mille emozioni, trasformando una partita che fino a una settimana fa sembrava già decisa, in un grande evento tutto da scoprire.
Alla palla a due l’attesissimo Carlton Myers è subito in campo (giocherà oltre 37 minuti senza risparmiarsi), ma dopo un paio di minuti equilibrati sono gli ospiti a dare l’idea di poter prendere in mano l’inerzia della gara, grazie alle penetrazioni di Piccinini e ai contropiedi di Chiarini (6-15 al 7’ di gioco). Sono però sufficienti una tripla e un contropiede con schiacciata di Polverelli in rapida successione per infiammare l’ambiente e lanciare la rimonta che vale il pari alla prima pausa lunga. Nei primi minuti del secondo quarto si segna poco, con l’ABM che trova un paio di buoni contropiedi da Zucchini ma con le polveri bagnate da fuori, mentre i padroni di casa attaccano in uno contro uno e si buttano tutti a rimbalzo per recuperare seconde occasioni. Coach Lolli decide per la box&one sul n. 10 di casa, ma al 17’ è proprio una tripla di Myers a innescare una mini fuga romagnola, che tocca il suo massimo vantaggio sul 35-29 a 2’ esatti dall’intervallo con l’ex Fortitudo a segno con tre liberi (dopo fallo di Marchi su un tentativo dalla lunga). Zucchini risponde immediatamente da tre e tiene i suoi in scia, con Piccinini che potrebbe anche far rimettere il naso avanti all’ABM grazie ai due liberi con 3” sul tabellone, ma il ferro sputa entrambe le conclusioni e si rientra negli spogliatoi sul 39-38.
Alla ripresa del gioco Carlton Myers è in panchina per i primi tre minuti mentre San Patrignano prova la difesa a zona, ma l’equilibrio fatica a spezzarsi anche perché nessuno dei due attacchi trova una buona fluidità nelle trame. Un maggiore volume difensivo degli ospiti nella parte centrale del terzo quarto paralizza l’attacco avversario per alcuni minuti propiziando il 46-54 al 28’, ma la tripla di Joel Myers e due iniziative del padre riportano a un possesso di distanza all’ultima pausa lunga. La differenza di energie da buttare in campo è però evidente, con gli ospiti che scattano con la tripla di Marchi e, trascinati dalla vivacità di Piccinini e dalla concretezza di Saccaro, piazzano un parziale di 2-16 in quattro minuti che spezza la gara (55-72 con 6’ da giocare). Zucchini avrebbe anche l’occasione dalla lunga per portare al +20, ma la palla gira ed esce, con la fiammata offensiva dell’ABM che progressivamente si spegne senza che però concedere nulla in difesa. Myers infila 7 punti personali in un duello con Zucchini che non verrà dimenticato per un po’ dall’esterno ospite, ma il divario non scende mai sotto la doppia cifra ed i minuti finali scorrono veloci senza particolari sussulti e con due canestri ravvicinati di Corsaletti.
Trebbo con questo successo raggiunge quota 18 in classifica ad un passo dai play off matematici e può aggiungere nella sua piccola storia una giornata sicuramente da ricordare.
www.tuttobasket.net

«GRAZIE Joel e Carlton». Lo striscione campeggia dietro la panchina della formazione di casa, quella Cimberio San Patrignano che si presenta in campo con due facce nuove, quelle appunto di Carlton Myers e di suo figlio Joel, 16 anni appena. E’ la partita-evento, l’unico incontro che il ‘molleggiato dei canestri’ ha voluto mettere in agenda, dopo che un anno fa, al compimento del suo quarantesimo compleanno, aveva dato l’addio ufficiale al basket. Ma si è rimesso in divisa, il portabandiera azzurro alle Olimpiadi di Sydney, e lo ha fatto per Sanpa, soprattutto per i ragazzi della comunità.
Nonostante l’età, Carlton è rimasto sul parquet quasi tutto l’incontro, per l’esattezza 37’12’’, tanto l’ha ‘spremuto’ coach Gregori. Nonostante il suo prodigarsi, però, il successo ha sorriso ai bolognesi della Vis Trebbo, motivatissimi alla sola idea di poter giocare contro di lui (64-76 il risultato, a metà comandava 39-38 la Cimberio). Ha cercato di gestirsi, Myers padre: poi, quando ha visto che erano proprio i suoi compagni ad essere contratti, a ‘sentire’ troppo la partita, si è preso le sue responsabilità, chiudendo con 21 punti. Le percentuali per la verità hanno lasciato un po’ a desiderare (3/6 da due e 2/10 da tre, solo nei tiri liberi si è rivelato infallibile, 9/9), però ha dato veramente tutto quello che aveva. E il popolo di Sanpa lo ha capito, coprendolo di applausi.
SULLE tribune erano assiepate 6-700 persone, così come altri ragazzi (e ragazze) ogni tanto facevano capolino oppure si fermavano a guardare dalla vetrata esterna. Incessanti i cori («La gente come noi non molla mai»), anche quando la Vis Trebbo cominciava a prendere il largo. Apprezzati i duetti ‘di famiglia’, con Carlton a smarcare Joel che poteva imbucare una tripla. E alla fine, stravolto, Carlton si è intrattenuto a firmare autografi, a farsi fotografare con chiunque glielo domandasse. «I ragazzi di Sanpa se lo meritavano: per la verità si meritavano anche la vittoria, ma non è andata», sospira Myers. Ma ci sarà una partita-bis? «No, il ginocchio sta gridando...», è categorico Carlton.


sabato 25 febbraio 2012

Angeli e granchi fanno valere il fattore campo

ANGELS SANTARCANGELO-LIOMATIC PERUGIA 58-52
E questi Angels da 3/4? Niente male, no? Brutta finché si vuole questa partita, ma sinceramente si può anche passare sopra a un terzo quarto da 11-6, a percentuali ridotte e a qualche pasticcio sparso. Si passa sopra perché gli Angels hanno difeso alla morte, hanno costretto un’ottima squadra come Perugia a una fatica bestiale in attacco e hanno saputo dare la zampata giusta nel finale. Un’energia strepitosa all’inizio, qualche difficoltà, peraltro inevitabile, ma tanta voglia di strappare il referto rosa che si tramuta in un 58-52 di enorme importanza. E adesso Santarcangelo non è più ultima nel girone, ma neanche penultima, perché Firenze e Siena hanno entrambe perso e rimangono a 14, con i clementini ora a 16. Avanti così!
LA PARTITA. In quintetto al posto dell’infortunato Broglia c’è Nazzareno Italiano e l’impatto del lungo, proprio come nella gara d’andata quando mancava Ancellotti, è eccellente. Su due cesti consecutivi di Caroldi gli ospiti vanno 4-9, ma qui comincia la vera partita degli Angels, fatta di grande durezza dietro e di buona fluidità in avanti. Si comincia coi due punti di Italiano, si sorpassa 10-9 con Bedetti e su un Ancellotti molto vivo si va avanti 15-9 all’ottavo minuto. Il dato incredibile però a questo punto della gara è un altro, i 12 rimbalzi a 1 per Santarcangelo, simbolo di una reattività d’altri tempi.
Nel secondo periodo l’attacco comincia a faticare e la difesa subisce le iniziative di un De Min scatenato, bravo a colpire da sotto e dalla media. Il lungo con un 6/6 per 12 punti dà la carica giusta a una Perugia che con il 3-10 va 18-19 al 14’ e passa in vantaggio. Non si fa veramente mai canestro e gli umbri allungano il parziale fino al 18-23 del 16’, controllando una partita nella quale i nostri continuano a provarci ma sono penalizzati dalle ridotte percentuali da fuori (0/7 da tre nel primo tempo). La tripla di Poltroneri allo scadere del 20’ vale il 27-30, il che significa grande equilibrio e tutto da rifare.
Di ritorno dalla pausa lunga c’è spazio anche per Francesco Bedetti, che contribuisce alla difesa Angels con grane energia. La retroguardia clementina da ermetica diventa addirittura insuperabile. Luca Bedetti al 25’ schiaccia il suo secondo canestro del terzo periodo, ma è tutto qui: 4 per Bedetti e 0 per Perugia. In cinque minuti il tabellone si è mosso solo due volte, passando dal 27-30 del 20’ al 31-30 del 25’. Deserto ipnotico. A rompere l’incantesimo per la Liomatic è Truccolo con un paio di bombe ma Bonaiuti al 29’ sorpassa nuovamente sul 38-36.
Si iniziano gli ultimi dieci giri di lancette e si soffre, perché Perugia sembra aver improvvisamente trovato ritmo in attacco grazie alle bombe di Poltroneri e Santantonio (38-42). Vanno anche 42-48 al 34’ gli ospiti e adesso obiettivamente sembra dura. La miccia che accende tutto, come tante volte è successo in questi anni, la scaglia un Pesaresi decisivo quando più conta. La sua tripla vale il 45-48 a -5’20”, la stoppatona di Ancellotti su De Min lanciato in contropiede incendia il PalaAngels, ribalta la carica e permette ancora a “Pesa”, con un’altra bomba, di andare 48-48 a -4’30”. Si sorpassa? No. Colpo di coda Liomatic e 48-52 quasi a sorpresa. Sono due gemme di Bonaiuti, un canestro e un recupero con assist per Bedetti in contropiede, ad agganciare nuovamente (52-52 a -2’00”). Si entra nell’ultimo minuto con questo punteggio ed è ancora Bonaiuti, a -46”, a segnare il fondamentale canestro del 54-52. Dall’altra parte Baldi Rossi sbaglia e a -21” un Rivali stre-pi-to-so (12 punti, 6 rimbalzi, 6 recuperi, 4 assist e 8 falli subiti per 27 di valutazione) va col 2/2 dalla lunetta. Caroldi prova il coast to coast in velocità, ma Ancellotti stoppa e consente a Bedetti dall’altra parte di chiudere i conti dalla lunetta. Avanti così!!!
Angels

BASKET RIMINI CRABS-NATURINO CIVITANOVA MARCHE 80-57
dal "Nuovo Quotidiano", di Mikael Distante:
Due punti netti, senza troppe discussioni, senza tanti problemi. La crisi è passata da otto giorni, con i granchi che, dopo essersi appisolati con l’inizio del girone del ritorno, si sono definitivamente risvegliati e adesso sono quasi più forti di prima. Con un’ottima prova di squadra, i Crabs fanno un sol boccone della malcapitata Naturino Civitanova che, pur con molte attenuanti, stasera a dirla tutta è sembrata più un gruppo vacanze di una squadra che si deve salvare. Questa volta Rimini è stata spietata e cattiva, ciononostante qualcuno potrebbe mugugnare: la squadra avrebbe potuto fare meglio, in ogni caso non ci si può lamentare, perché questa sera, dopo un inizio tentennante, la squadra ha giocato sul velluto, vendicando la sconfitta di un girone fa e confermandosi terza forza del campionato.
La partenza a rilento dei Crabs ormai non fa più notizia, ma il gioco da quattro punti di Hassan, seguito dalla bomba di Amadori, regala il primo vantaggio a Rimini, stampando sul tabellone 14- 13 dopo 9’. Civitanova riprende la testa della gara, ma Silvestrini a fil di sirena riporta i biancorossi a strettissimo contatto sul 16-17. I Crabs allora iniziano a macinare e con un attacco che comincia a girare e una difesa aggressiva, si portano sul 26- 21 del 15’. La zona riminese infierisce su un attacco ospite che sembra senza idee, così i granchi, grazie alle iniziative di Caceres ed Hassan, iniziano ad ampliare il margine fino alla doppia cifra (37-26 al 19’), chiudendo il primo tempo con un’incredibile bomba di Hassan a fil di sirena sul 40-27.
La Naturino arranca, ma Rimini non riesce ancora ad affondare il colpo e così gli ospiti ritornano in partita con il canestro di Baldoni, già killer dei romagnoli all’andata. In un amen però i Crabs si portano sul 52-36 per poi arrivare in scioltezza con la tripla di Filloy al +19: Civitanova non segna più, Rimini adesso vola sul +26 (62-36 al 29’), prima di una timida reazione dei marchigiani. Con la gara che ormai non ha più nulla da dire, Rimini inizia a non notare nemmeno più gli ospiti, che hanno già gettato la spugna da tempo: la loro 2- 3 serve solo a limitare l’attacco biancorosso, che sfiora il ‘trentello’ con la tripla di Amadori a 5’ dalla fine (74- 45). Va quindi in scena il garbage time, con Amadori protagonista e Civitanova che rende il parziale meno pesante fino all’ 80-57 finale.
Crabs

mercoledì 22 febbraio 2012

Carlton Myers ritorna in campo con Sanpa

A 40 anni, quasi 12 mesi dopo l'addio ufficiale, il portabandiera azzurro a Sydney 2000 si rimette la canotta per aiutare la squadra della comunità, che in gioca in Serie C regionale, a evitare la sparizione
Carlton Myers
Carlton Myers
A quasi un anno dall’addio al basket celebrato a San Patrignano tra compagni e rivali di 20 anni di carriera, Carlton Myers torna in campo per fare ancora canestro. Non è un ripensamento, non si tratta di un rientro nel professionismo, il portabandiera azzurro ai Giochi di Sidney si rimette la canotta per uno scopo nobile, salvare la squadra della comunità fondata da Vincenzo Muccioli dalla sparizione.
IL SANPA — Infatti la Polisportiva San Patrignano, iscritta al girone B della Serie C regionale (ex C2) da tempo convive con problemi economici così un mese fa il coach Franco Foschi aveva gettato la spugna annunciando che la squadra non avrebbe concluso il campionato. Con qualche aggiustamento, il Sanpa basket è riuscito a proseguire l’attività ma per sensibilizzare nuovi sponsor e ritrovare entusiasmo ha chiesto a Myers di giocare qualche partita di campionato. Carlton ha accettato e sabato prossimo, nella sfida contro i bolognesi del Trebbo in programma presso il palazzetto di San Patrignano, tornerà ad essere un giocatore tesserato Fip. Al fianco avrà il figlio 17enne Joel che gioca nelle giovanili di Rimini. Venerdì mattina Myers terrà a Sanpa una conferenza stampa per spiegare i motivi di questo ritorno.

lunedì 20 febbraio 2012

Angels e Crabs sconfitti a Trento e a Ferrara

BITUMCALOR TRENTO-ANGELS SANTARCANGELO 82-66
Di un altro pianeta. Punto e basta. Livello davvero alto per questa Bitumcalor Trento, che regola gli Angels 82-66 e vola ancora in vetta alla Divisione Nord Est. Niente da fare per i nostri e striscia di vittorie che si ferma a due, ma il rammarico resta solo per questa notte, perché questa è una sconfitta contro un vero squadrone. Prima di raccontarvi un po’ la partita, però, permetteteci di omaggiare il tifo gialloblù, presente con quattro coraggiosi rappresentanti anche in un sabato sera ancora invernale in quel di Trento. La foto è tutta per loro, simboli viventi di una passione che non può tramontare e che darà, ne siamo sicuri, la giusta carica ai nostri ragazzi per tutto il resto del campionato.
In campo Rivali e Broglia combinano per un 2-7 di buon auspicio ma Pazzi, già leader dei suoi nella gara d’andata, ricuce in un amen. Angels al comando ancora con il duo Rivali-Broglia e padroni di casa che invece agganciano per la prima volta al 7’ quando si accende Forray (11-11). All’11’ la gara è ribaltata, perché la Bitumcalor, forte del suo roster nel quale è davvero difficile individuare punti deboli, va col parziale di 10-0 che porta il punteggio sul 16-11 (Conte scatenato). Broglia in ogni caso non ne vuole sapere di fermarsi, Ancellotti lo segue a ruota e la gara rimane tutto sommato in equilibrio. Quando Ancy al 15’ centra la tripla si è addirittura sul 20-20, il che depone a favore dei clementini, autori di un’ottima prestazione. Poi si inizia ad aprire il fuoco, con Trento che sulla scia di due bombe va 28-20, gli Angels ancora con due triple di Bedetti e Palermo a riportare l’incontro sui binari dell’equilibrio (28-26) e la Bitumcalor a riscappare via in chiusura di tempo coi bengala di Conte e Fiorito (34-26).
Il senso è che non ci si può rilassare neanche un minuto, tale è la quantità di armi a disposizione della squadra trentina. Il secondo tempo si apre con due uomini sul palcoscenico su tutti: Forray e Broglia. Il primo ne mette 6, il secondo 4 e il risultato è una squadra locale che per la prima volta arriva in doppia cifra di vantaggio (40-30). Col passare dei minuti la forza d’urto di Trento si fa sempre più pressante e, man mano che vengono fuori altri protagonisti, la Bitumcalor può scappare nel punteggio nonostante un buon Palermo. Spanghero è l’anima del 49-33 al 25’, un vantaggio che purtroppo rimarrà più o meno tale per la prosecuzione dell’incontro. Al 30’ si è sotto di 15 (61-46) e al 33’ Pazzi mette addirittura il 71-49. Pascolo coi liberi sigla il +23 al 36’ (77-54), Bedetti, Silimbani e Pesaresi accorciano ma non c’è più niente da fare. Vince Trento 82-66.
Angels
Lotta a rimbalzo tra Pazzi ed i clementini Ancellotti e Bonaiuti

MOBYT FERRARA-BASKET RIMINI CRABS 60-52
Battuta nel titolo a parte, la Mobyt vince con pieno merito una partita splendida.
Peccato però che a chiuderla sia una tripla di tabella di Maggiotto, lanciata per aria dal giocatore ferrarese che non si era accorto dello scadere dei 24". I Crabs avrebbero avuto 10" sul 55-52 per provare a forzare l'overtime... Peccato, ma che cuore questi Crabs che contro la corazzata ferrarese - priva peraltro dell'ottimo Benfatto - hanno tenuto viva fino in fondo una partita meravigliosa, intensa ed emozionante.
La Mobyt parte forte, segna in attacco e chiude bene in difesa, annullando Bruni e le ricezioni profonde dei lunghi riminesi. A fine primo quarto il -11, 25-14, sembra già un buon risultato.
Dal secondo quarto però la difesa biancorossa alza il tono: da qui in poi la partita diventa una battaglia, dura e legnosa. Si segna poco, si randella parecchio, davanti a 1.600 spettatori. Che goduria!
La Mobyt sembra comunque poter gestire il vantaggio, ma nell'ultima frazione succede l'imponderabile: Ferrara da tre scaglia solo mattoni e ad 1'dalla fine Filloy segna il canestro del -2, 53-51. Campiello sfrutta un mismatch e allunga, 55-51, poi Silvestrini accorcia facendo 1/2 dalla lunetta. Ed arriva il goal di Maggiotto che chiude la contesa, negando un meritato tentativo di pareggio. I Crabs sono frastornati e Cortesi recupera ancora palla e fissa il punteggio dalla lunetta.
Finisce 60-52.
www.basketriminicrabs.it
Crabs
Una penetrazione centrale dell'ala estense Andrea Campiello

domenica 19 febbraio 2012

Il Montepaschi Siena vince la Final Eight 2012

Montepaschi Siena
(Quarti di finale)
Giovedì 16 febbraio 2012
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MONTEPASCHI SIENA-BANCO DI SARDEGNA SASSARI 70-60
Sacchetti rinuncia all’acciaccato Travis Diener, preservato per il campionato, e la Dinamo comincia subito ad alto ritmo: 9-6 dopo 4’ con Easley in bella evidenza in attacco, ma un po’ arrancante in difesa su Andersen dove servono spesso gli aiuti di Plisnic. Due triple di Moss scuotono i campioni uscenti, McCalebb prova ad accendere un paio di volte il turbo ed è 10-0 Mps. Poco dopo sono 16 i punti consecutivi dei toscani, solo una tripla di Brian Sacchetti sblocca i sardi dopo 6’ minuti di digiuno (conditi da 8 palle perse) e fissa il punteggio del primo quarto sul 22-12. Drake Diener, ex di turno come Metreveli, impiega 15’ e 5 tiri per trovare finalmente la strada del canestro (32-22), ma il problema del Banco è la facilità con cui l’Mps va al tiro che è quasi disarmante. Ovvio che l’unica chance di Sassari sia provare a buttarla sul tiro a segno, ma spesso sugli scarichi gli esterni senesi hanno spazio e tempo esagerato. Pianigiani, che sfruttando il turnover tiene a riposo il convalescente Lavrinovic, alterna undici effettivi per gestire le energie in prospettiva e fa buon viso a cattivo anche quando Rakocevic spara a salve accontenta dosi del 41-33 al riposo. Sassari sfida manifestamente l’Mps al tiro, qualche esitazione di troppo viene graziata da due palle perse sul -5. I treni non ripassano due volte e Moss rialza la voce con altri due tiri da tre per il 49-40. La connection lodigiana si nota più in parterre (con Alessandro Matri e Vittorio Gallinari seduti a fianco in prima fila) che in campo (Giacomo Devecchi). La Dinamo insiste e rientra a 49-44, ma ancora una volta non va oltre e a fine terzo periodo Siena controlla la situazione sul 53-45. Cenerentola Sassari le prova tutte per dimostrare di essere degna del ballo, però la realtà evidente è che se Siena decide di schiacciare sull’acceleratore è inattaccabile. McCalebb, Moss e Andersen autografano il 7-0 per il nuovo +13 (62-49) dopo 35’. Eppure non è finita: Plisnic riporta il Banco sul 66-60, Hosley sbaglia la tripla del -3 a un minuto dalla fine e McCalebb chiude i conti. L’Mps va in semifinale con il minimo sforzo, sabato sarà tutta un’altra storia. Sassari, reduce da cinque successi in fila in campionato, torna a casa a testa alta.
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EA7 EMPORIO ARMANI MILANO-CANADIAN SOLAR BOLOGNA 82-77
L’Olimpia torna dopo cinque anni in semifinale dove troverà Siena, la Virtus per la seconda volta di fila esce di scena ai quarti e per la terza volta in pochi mesi cede il passo all’Emporio Armani. Bologna ha Poeta in panchina inutilizzabile (polpaccio), Milano lamenta l’assenza di Mancinelli (ginocchio) e l’influenza che debilita Rocca. I due precedenti in stagione hanno visto l’EA7 vincere di 15 al Forum e di 12 in Emilia e questo regala a Milano una certa disinvoltura nell’approccio. La palla si muove bene, Bourousis e Bremer fanno subito male alla Virtus e quando Gentile si unisce alla festa l’Olimpia dilaga sul 18-6 dopo 5’. Il giovane Alessandro lavora bene su Douglas-Roberts, i lunghi contengono bene il dinamismo di Gigli e Sanikidze e anche Koponen, riciclato in cabina di regia, appare meno incisivo del solito. Anche Cook, uno che non ha nel tiro la sua arma migliore, punisce dalla distanza. E’ una vera grandinata di triple biancorosse: 6/6 dopo 10’ e 31-14 con Bremer che fa la parte del leone. Rocca offre qualche minuto, ma subisce parecchio Lang e in realtà è tutta Milano a perdere un po’ il filo del match sull’onda di un eccessivo entusiasmo: fioccano le palle perse e la Canadian Solar accorcia sul 33-22. Vitali prova ad aggiustare i cocci di un orgoglio ferito dall’infelice esperienza Olimpia e inventa due giocate pregevoli prima dispegnersi, Koponen infila una tripla maiuscola e con Bremer a sedere la Virtus infila un 8-0 e riapre la partita sul 35-30. Difficile decidere se stupisce più l’abilità di Milano di produrre strappi clamorosi in pochi istanti o la capacità di Bologna di trasformarsi nell’arco di poche azioni da macchina per offendere a pugile alle corde. Al riposo Milano conduce 45-34, su tutto però spicca il 24 nel plus/minus di Bremer che significa con lui dominio assoluto e senza di lui netto vantaggio di Bologna (+13). L’EA7 tiene botta anche quando non segna più con facilità e Giorgio Armani applaude convinto. Si sveglia però Douglas-Roberts che tra il 23’ e il 24’ infila 7 punti e poco dopo aggiunge anche due liberi per il 50-45. Milano perde il filo, senza Bremer è oggettivamente inguardabile in attacco e Koponen dà una bella mano a CDR (14 punti nel terzo periodo): sei punti in fila e 55-55. Hairston è un pesce fuor d’acqua e ha un rapporto palle toccate/palle perse agghiacciante, la Virtus sorpassa e poi Milano sussulta con tre triple consecutive per il 64-58 del 30’. Hairston si desta, Melli – sempre più autoritario – aiuta la causa lombarda, però Koponen e Douglas-Roberts restano rebus insoluti: 70-69 al 35’. Dal torpore di una stagione difficile esce Drew Nicholas con due tiri pesanti. Cook infila da fuori il 79-75 con cui si entra nell’ultimo minuto, Koponen dimezza lo scarto ma sbaglia il libero supplementare. Milano rischia più volte di perdere palla, poi inventa con Fotsis la più complicata delle conclusioni da tre punti spiegando perché nel basket fare il canestro decisivo conta più che farne tanti.

Venerdì 17 febbraio 2012
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SCAVOLINI SIVIGLIA PESARO-UMANA VENEZIA 90-70
Con autorità Pesaro torna dopo quattro anni in semifinale e lo fa con grande autorità al termine di una partita condotta dal primo minuto alla faccia di 19 giorni di stop forzato a causa di due partite di A consecutive rinviate per il maltempo. I marchigiani, che sfoggiano una divisa tutta nuova con inedito richiamo tricolore, iniziano alla grande e non sbagliano quasi mai: 16 punti (contro 8) in 5 minuti e solo due errori al tiro. White e Jones aprono la difesa veneta sul perimetro e sottocanestro Lydeka, opposto al 24enne Daniele Magro (pescato nelle serie minori venete e lanciato in quintetto dopo 9 minuti totali giocati in A), sembra quasi Sabonis. Pesaro gioca davvero bene: attenta in difesa e altruista in attacco con ben 8 assist a referto nel 25-17 del primo tempo; Venezia tiene botta grazie al talento e alle iniziative individuali di Young e Clay, ma fatica parecchio nel muovere la palla. Bryan ha manifesti limiti offensivi, però con lui in campo i lunghi della Scavolini non trovano più la strada del canestro: quando esce ritorna a fare la voce grossa Lydeka (11 punti nel primo tempo, suo massimo stagionale) e un paio di numeri di alta classe di Jones e White chiudono il primo tempo con massimo vantaggio pesarese sul 48-34.
CINQUE IN DOPPIA CIFRA — Meini infila il primo canestro della ripresa, poi basta poco più di un minuto al tris yankee di Pesaro (White-Jones-Hickman) per confezionare un 8-0 e allargare a 20 le lunghezze di margine. Partita praticamente chiusa anche perché Clark è poco più di uno spettatore pagante e sul perimetro gli esterni della Scavolini sfruttano tutti i (tanti) centimetri a disposizione e viaggiano con 8/13 da 3 nel 67-45 del 27’. A fine terzo quarto siamo già al k.o: 76-52 il punteggio, 96-43 la valutazione con già cinque giocatori in doppia cifra per la Scavolini. L’ultimo periodo, oltre che per le cifre, serve solo a Dalmonte per certificare il pieno recupero di Cusin e a Mazzon per meditare che, anche se una serataccia non fa casistica, la sua Reyer deve crescere ancora parecchio per passare “da meteora a certezza” come da lui auspicato alla vigilia del match.
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BENNET CANTÙ-SIDIGAS AVELLINO 99-70
SENZA FATICA — Cantù tiene fede al pronostico, faticando poco più di un quarto di gara, e stacca il biglietto per la semifinale al Pala Olimpico. Vitucci deve rinunciare a Dean (polso), ma ha Green che, come sempre, ama la Coppa Italia in maniera speciale e mette 6 punti nel vantaggio 10-7 dopo 4’. I movimenti sul fondo di Johnson e Golemac sono veleno per la Bennet che in realtà ha una qualità delle scelte inferiore rispetto a uno standard solitamente elevato. Green ha già 11 punti nel 17-11 del 6’, poi Micov con due triple dai due angoli opposti in due possessi consecutivi impatta, ma a fine primo quarto è Slay a riportare la Sidigas sul 24-19. Avellino reattiva e Cantù un po’ pigra che si affida troppo al tiro dalla distanza. Cinciarini patisce in difesa e non demerita in attacco, Perkins che gli dà il cambio dimostra subito personalità anche se il ritmo partita arriverà con il tempo. La differenza di profondità delle panchine è manifesta, Markoishvili e Brunner ispirano il 10-0 brianzolo che vale il sorpasso sul 36-31 al 10’ La forza della Bennet è quella di presentare un’infinità di opzioni differenti con giocatori capaci di giocare più ruoli e un quintetto con Perkins, Markoishvili, Micov, Leunen e Brunner, che chiude il parziale di 16-2, sarebbe il sogno proibito di quasi ogni allenatore o aspirante tale.
GEORGIAN CONNECTION — Al riposo Cantù conduce 43-36, brava a sfruttare la superiorità a rimbalzo (21-14), ma tanto di cappello ai campani che provano a giocarsela alla pari senza sentire il complesso del -35 patito in campionato. Nel tentativo di alzare i ritmi la Sidigas butta un paio di palloni alle ortiche e la "Georgian Connection" Shermadini-Markoishvili con sei canestri in fila porta il massimo vantaggio lombardo a 14 lunghezze (58-44). Senza più il sostegno del tiro da fuori (2/11 nei due quarti centrali del match), Avellino si spegne lentamente con Mazzarino che inibisce Green molto più di quanto fosse lecito aspettarsi. Basile ci mette due carichi da tre e Cantù scollina a + 20 per poi girare la boa del 30’ sul 74-56. Come nella prima partita della serata il match finisce in largo anticipo perché i campani tirano i remi in barca e guardano a un futuro societario nuvoloso mentre Trinchieri ha 22 ore di tempo per preparare la sfida con Pesaro: se la Scavolini si confermasse sui livelli odierni, sarà una semifinale coi baffi.
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(Semifinali)
Sabato 18 febbraio 2012
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MONTEPASCHI SIENA-EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 67-65
La Mens Sana domina, si affloscia e poi si riprende in volata la partita che vale la finale contro Milano, squadra capace di batterla in campionato dopo 21 sconfitte consecutive. Pianigiani ripresenta Lavrinovic ed esclude per turnover Rakovecic, mentre Scariolo ritrova Mancinelli che ha saltato i quarti per una distorsione al ginocchio destro. Milano comincia a handicap: sbaglia i primi otto tiri e in difesa patisce sia Thornton, che prova a sfruttare in post l’accoppiamento con Bremer, sia la duttilità di Andersen che punisce da fuori ogni centimetro concessogli da Bourousis. L’EA7 accumula tiri buoni non presi e tiri buoni sbagliati, Andersen invece accumula canestri di ogni fattura e a fine primo quarto siamo 21-12, con i lombardi che reagiscono solo con l’uscita dalla panchina di Gentile e Nicholas. La pallacanestro si può spiegare in mille modi, ma l’essenza resta sempre che bisogna fare canestro: Milano produce 12 punti nei primi 20 tiri, Siena ne colleziona 28 con 18 conclusioni e vola sul 30-12 al 14’. Vista la pochezza dei compagni è Gentile a mettersi in proprio e giocare tutto da solo tre possessi consecutivi: è la scossa che serviva e che vale il 12-0 biancorosso, ma soprattutto che rimette in partita anche Hairston e Fotsis. Gentile va a sedersi e sale in cattedra un altro ventenne rampante come Melli, che con 5 punti e una bella giocata difensiva porta Milano a -2 al riposo (34-32, parziale 20-4) con l’Mps che colleziona 8 palle perse nel secondo periodo. L’EA7 produce molto gioco, ma si incaglia su sei triple sbagliate nei primi tre minuti della ripresa, l’Mps invece ha tutta la sostanza di Andersen che fatica un po’ solo contro Rocca, ma continua a segnare con regolarità. Al 30’ siamo 47-45 e il messaggio è chiaro: vincerà chi sbaglia di meno, le percentuali di squadra nel terzo periodo nell’ordine del 30% sono l’emblema di una serataccia su entrambi i fronti. Al 33’, e dopo diversi tentativi falliti, Milano mette la testa avanti con una tripla di Fotsis, l’unico capace di prendere sempre tiri di buona qualità. Lavrinovic e Andersen insieme sono quasi illegali, ma Melli e Fotsis si sbattono alla grande. McCalebb prova a mettere la sua impronta sul match, quasi un dovere per un fuoriclasse, facendo canestro e sbattendosi come un ossesso in difesa per il 60-56 con 2’28” da giocare. Rocca con un gioco da tre e poi l’opaco Bremer con una tripla quasi carpiata firmano il nuovo sorpasso: 60-62 e un minuto sul tabellone. Due liberi di Lavrinovic (62-62), una persa contestata di Milano (infrazione di 5 secondi di Bremer) e canestro di McCalebb (64-62) a 19” dalla fine. Bremer prende la tripla del sorpasso e la sbaglia, Moss dalla lunetta è glaciale e Siena vola in finale perché il canestro da tre di Cook arriva troppo tardi (2”4 dalla sirena) per sperare nel miracolo. Zisis sbaglia il secondo libero apposta e Hairston da 25 metri non può nulla.
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SCAVOLINI SIVIGLIA PESARO-BENNET CANTÙ 64-71
Tutto da copione o quasi: Cantù fatica per 40 minuti, supera Pesaro e per la quarta volta in dodici mesi tenterà di contendere un trofeo a Siena. Dalmonte gioca subito forte sul talento del duo Jones-White, Trinchieri cerca di offendere con Marconato e poi capitalizza sul perimetro con Leunen e Cinciarini per il 15-6 del 6’. Hickman e Hackett pasticciano un po’, ma la differenza nel 25-15 di fine primo quarto è data dalle eccellenti percentuali di tiro di Cantù (75% da 2 e 60% da 3) che offende dentro l’area per liberare spazi sul perimetro. Mazzarino dalla distanza è una sentenza, Shermadini lo è quando prende palla vicino a canestro e persino con un paio di bei piazzati dalla media. La realtà è che la Scavolini si è incagliata contro la ruvidità delle Bennet e ha perso tutta la splendida fluidità sfoggiata contro Venezia. In particolare Hickman vive una serata da incubo con 0/4 al tiro e nessun assist nel 23-36 del 16’. Hackett si scuote, nel momento più difficile decide di alzare i toni, sia vocali sia agonistici e segna sei punti in fila ma canta da solo e al riposo Perkins e Micov (il più forte giocatore invisibile del mondo, sembra autore di una partita ordinaria e viaggia a 16 di valutazione in 10 minuti giocati) riallungano sul 42-31 all’intervallo. L’avvio di ripresa è tutto nello 0/11 complessivo delle due squadre nei primi 4’20”: quasi un suicidio per Pesaro che lavora bene in difesa e non capitalizza lo sforzo. E il peccato è quasi capitale perché Cantù può sbagliare qualche tiro in fila, ma difficilmente sbaglia troppe scelte consecutive. Markoishvili prosegue il discorso intrapreso contro Avellino di tanti canestri e poche sbavature: 55-44 al 30’ con Hickman (1/10 dal campo) e White che combinano per 7 punti. Shermadini arriva a 6/6 dal campo (unito al 3/4 di Marconato), Perkins esagera spinto dalla voglia di fare e la Bennet difetta nel chiudere il match quando qualche errore banale della Scavolini lo permetterebbe. E come nella sceneggiatura di un film ecco la triplissima di Jones e il gioco da tre di Hackett che riaprono i conti: 59-55 al 36’. Hickman si desta, Hackett si gasa ed è 61-59 dopo 37’. E’ il momento topico e tocca a lui, il solito incredibile Basile, fino ad allora fermo a 0/4, mettere il canestro dell’ossigeno. Jones infila un altro tiro da casa sua per il 66-64, Pesaro esagera con l’impeto difensivo e commette due antisportivi di fila, poi spreca l’attacco della disperazione e dalla lunetta la Bennet mette in cassaforte un posto in finale.
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(Finale)
Domenica 19 febbraio 2012
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MONTEPASCHI SIENA-BENNET CANTÙ 88-71
Applausi, applausi. Applausi per Siena. E sono dodici: la Montepaschi vince la Coppa Italia battendo in finale 88-71 la Bennet Cantù e conquista il 12° trofeo consecutivo dal 2008 a oggi. Una partita maiuscola per i toscani che non sono mai stati in svantaggio e che hanno sfoggiato una prova d’autorità ben superiore a quella delle precedenti tre finali (Coppa, campionato e Supercoppa 2011) vinte contro i brianzoli. Una partita non fa la storia, ma il messaggio al campionato è forte: il Montepaschi non ha alcuna intenzione di abdicare e per spodestarlo le pretendenti dovranno davvero superarsi senza aspettarsi cali di motivazione e rendimento da parte della corazzata biancoverde.
SUBITO ANDERSEN — Si annuncia una partita a basso punteggio e i primi minuti sembrano confermare la tendenza. Andersen riprende il discorso del giorno prima e fa subito due canestri, ma ne concede anche un paio a Marconato che dalla media è più prezioso di un’assicurazione sulla vita. La difesa toscana è di quelle dei giorni migliori e Cantù ci si perde un po’ contro buttando al vento qualche pallone e provando a forzarla con eccesso di impeto. Un parziale di 7-0 vale 17-9 Mps che in attacco trova una varietà di soluzioni inedite in questi giorni e con Lavrinovic riesce persino a portare il gigante Shermadini a 7 metri da canestro. Micov va più a sprazzi del solito, ma quando riesce a spiegare basket offre pallone deliziosi per Leunen e Shermadini che accorciano sul 21-16 a fine primo quarto.
CANTU' PASTICCIA — Siena concede qualcosa dentro l’area, ma difende alla grande sul perimetro, Cantù invece ha più problemi a seguire Andersen e Lavrinovic che puniscono tre volte in fila per il +11. Perkins addomestica McCalebb, però in attacco sbaglia parecchia sia al tiro sia in fase di costruzione: ovvio che per vincere la prima Coppa Italia della loro storia i brianzoli debbano trovare la partita perfetta invece seminano il primo tempo con 12 palle perse e di percentuali sotto il par dalla distanza. La distribuzione dei tiri della Montepaschi è spettacolare sia per effettivi che per la distribuzione sul campo, Andersen poi è immarcabile e al riposo ha già 18 punti (5/6 da 2 e 2/4 da 3) nel 44-33.
CATERPILLAR BIANCOVERDE — Carraretto è più di un guastatore, Moss è tornato quello dei giorni più belli a Teramo e la Bennet si schianta come in avvio contro il muro difensivo di Stonerook e compagni. Al 24’ siamo 53-37 e la partita sembra segnata. La forza d’urto di Markoishvili e Mazzarino è clamorosamente neutralizzata e la coppia Zisis-McCalebb mette su Cantù una pressione tale da rendere il 67-42 del 27’ un k.o anticipato. Al 30’ siamo 73-51, i 7500 del Pala Olimpico sono a bocca aperta e i tifosi di Cantù continuano stoicamente a sostenere la propria squadra mentre Trinchieri a bordo campo continua a sgolarsi per dare un senso a una serata che magari eviterà di raccontare ai nipotini. Basile regala qualche altro lampo di classe nel deserto, poi è una lunga passerella per Siena che diventa la prima squadra della storia a vincere quattro Coppe Italia consecutive.
MVP — A 31 anni David Andersen conquista il suo 21° trofeo in carriera, il sesto in Italia (2 scudetti, 3 Coppe e 1 Supercoppa): in un’epoca in cui i migliori giocatori italiano emigrano oltreoceano è bello sapere che un piccolo spicchio di Nba è tornato dalle nostre parti e quanto messo in mostra nei quattro giorni di Torino lo inserisce di diritto nella galleria dei grandi che hanno reso l’ultimo lustro della pallacanestro tricolore il terreno di caccia di una sola regina, la Mens Sana Siena, e di un solo condottiero, Simone Pianigiani (15 finali disputate e 15 successi).
Tabellino

venerdì 17 febbraio 2012

Gli Angels sbancano Siena, vittoria per i Crabs

CONSUM.IT SIENA-ANGELS SANTARCANGELO 55-83
Ci si affanna a scrivere, a raccontare e a dipingere affreschi di azioni e storie, ma spesso, per non dire sempre, sono i numeri che nella pallacanestro descrivono meglio di ogni altra cosa come sia andata una partita. E in Siena-Angels succede questo. Accade che siano sufficienti quattro cifre e il trattino nel mezzo… 55-83… E con questo potete immaginare tutto e non sbagliereste di tanto. I gialloblù sbancano la tana di Siena, raggiungono in classifica i rivali diretti e contemporaneamente li superano, visto l’ampio margine favorevole nella differenza punti.
Abbiamo detto “tana” di Siena? Beh, forse sarebbe meglio informare i lettori che qua non si è trattato di giocare in una “tana”, in una casupola o in una palestra qualsiasi. Qua i nostri ragazzi erano impegnati sul parquet del PalaSclavo… Niente? Beh, è il Pala Mens Sana, il palazzo dello schiacciasassi MontePaschi, leggenda del basket italiano moderno. Un palazzo che “trasuda basket da ogni angolo”, ma questa è una citazione (mp).
7025 posti a sedere, ma di fronte agli Angels c’era la Virtus, non la Mens Sana, e la sete di vendetta è presente in tutti. Santarcangelo attacca forte la partita, il quintetto proposto da coach Bernardi funziona e si va 4-11. Poi, come non era accaduto sabato scorso, ecco un break negativo di grandi proporzioni che ribalta completamente la partita in chiusura di primo quarto. Alla mini pausa si va col tabellone che segna 22-13, il che vuol dire, e torniamo alla solita questione di numeri, che Mei e soci hanno infilato un significativo 18-2 e sono con tutta l’inerzia della partita in mano. Ma l’“inerzia”, che spesso non si sa bene cosa sia e a che cosa ci si riferisca quando la si cita, è volatile e inafferrabile. Gli Angels, d’improvviso, tornano quelli dello start: Broglia mette sei punti importanti e sono due liberi di Ancellotti a siglare un nuovo sorpasso al 16’ (24-25) prima che un ottimo Bonaiuti allunghi addirittura sul 24-27. Altro giro, altro parziale, questa volta un 2-14. Di lì in poi, almeno fino all’intervallo e per i cinque minuti successivi alla pausa lunga, si va di equilibrio, ma col comune denominatore, per parte Angels, di una difesa di ferro. I clementini nel secondo quarto concedono la miseria di 6 punti alla formazione locale. È questa è una buona base, un ottimo pilastro sul quale costruire la vittoria.
Nella ripresa, come si diceva, si va di equilibrio fino al 35-34 per la Consum.it. La sostanza è che da fuori, fino a quel determinato momento, si segna davvero pochissimo e la fuga per la vittoria sembra un’impresa per entrambe le squadre. “Sembra”, appunto… “Sembra”… La realtà è un’altra e racconta di una Santarcangelo che improvvisamente decolla, si porta ad alta quota e risulta in fretta irraggiungibile per la formazione di casa. La difesa rimane la stessa, una cortina di ferro che demarca la differenza tra chi vince e chi perde. Poi c’è un attacco che brilla, prima con Rivali e Ancellotti (35-45 al 27’), poi col +14 del 30’ e infine con un ultimo quarto di supremazia totale. Capitan Rivali domina, a squadra di Bernardi vola addirittura sul +23 del 35’ (44-67) con i liberi di Bonaiuti e va sul velluto senza soffrire. Il 55-83 è oceanico come ai bei tempi e l’apporto di tutti è stato ottimo. Splendida vittoria, doppietta Angels.

BASKET RIMINI CRABS-GIESSE RIVA DEL GARDA CARTIERE 89-85
Nel primo dei tanti infrasettimanali in arrivo i Crabs ritrovano il successo contro un'ottima Riva del Garda. Ed è una vittoria "atipica", perché costruita su un attacco da 89 punti che manda cinque giocatori in doppia cifra con Bruni, 19, e Hassan, 17, gran mattatori. Il match, molto velce ed intenso, cambia spesso "padrone" ed ogni volta che una delle due squadre prova a scappare l'altra piazza un controparziale così rapido da lasciare indietro il play by play di lega...
Il primo tempo è di sostanziale marca ospite: le triple di Torboli e la sostanza di Pettarin costringono i Crabs ad inseguire. Si va al riposo lungo sul 39-40.
Nella ripresa i ragazzi di Ambrassa centrano più di un allungo appoggiandosi ad una monumentale Calegari, ma, come detto, Riva ricuce sempre.
Al 38' le squadre sono in parità, 81-81.
Hassan prova a chiuderla, prima con un libero, poi con una tripla pesantissima: +5 Crabs, 86-81, con meno di un minuto da giocare. Finita? Macché, i biancorossi difendono benissimo sugli esterni avversari, chiudendo arco e penetrazioni, ma lasciano libero Pastori che segna inaspettatamente la prima (!) tripla di stagione - su appena tre tentativi totali - e tiene in vita i suoi.
Parte lo stillicidio di liberi, ma la mano di Caceres e Bruni non trema.
Vincono i Crabs, 89-85.

mercoledì 15 febbraio 2012

Da domani la Final Eight 2012 di Coppa Italia

Sidigas Avellino - S.S. Felice Scandone Avellino (1948)
Canadian Solar Bologna - Virtus Pallacanestro Bologna (1929)
Bennet Cantù - Pallacanestro Cantù (1936)
EA7 Emporio Armani Milano - Pallacanestro Olimpia Milano (1936)
Scavolini Siviglia Pesaro - U.S. Victoria Libertas Pesaro (1947)
Banco di Sardegna Sassari - Dinamo Basket Sassari (1960)
Montepaschi Siena - Mens Sana Basket Siena (1871)
Umana Venezia - Reyer Venezia (1872)


Giovedì 16 febbraio 2012
ore 17:45 (G1) - Montepaschi Siena vs Banco di Sardegna Sassari
ore 20:30 (G2) - Canadian Solar Bologna vs EA7 Emporio Armani Milano

Venerdì 17 febbraio 2012
ore 17:45 (G3) - Umana Venezia vs Scavolini Siviglia Pesaro
ore 20:30 (G4) - Bennet Cantù vs Sidigas Avellino

Sabato 18 febbraio 2012
ore 17:45 (G5) - Vincente G1 vs Vincente G2
ore 20:30 (G6) - Vincente G3 vs Vincente G4

Domenica 19 febbraio 2012
ore 17:00 (finale) - Vincente G5 vs Vincente G6


Tutte le partite verranno trasmesse in diretta televisiva su La7d
Finale e G5 invece, verranno trasmesse in diretta televisiva su La7

Biglietti in vendita sul circuito TicketOne (clicca qui)
Per maggiori informazioni e curiosità: www.final8.it