venerdì 9 dicembre 2011

Angels beffati, ai Crabs il derby con Ravenna

ANGELS SANTARCANGELO-ACEGAS APS TRIESTE 64-67
No, no, no… Tre volte no, come tre volte aveva tentato di bucare la retina dall’arco Innocenzo Ferraro nei primi 39’57” senza riuscirvi. Nell’occasione più importante invece “ciuff”, 64-67 a -2 secondi abbondanti dalla sirena che diventano, chissà perché, 1 secondo e 6 decimi. Rimessa a metà campo per Santarcangelo, tiro aperto per Bonaiuti dall’angolo e retina che invece questa volta non viene accarezzata. Riduttivo ridurla agli ultimi due possessi? Certamente sì. Riduttivo e fuorviante. Ma sono le emozioni della partita a raccontare questo, sono le facce attonite dei protagonisti in maglia Angels e del pubblico a darne notizia. Se la gioca ancora una volta con una buona prova difensiva, Santarcangelo. Se la gioca iniziando male e poi dominando alla solita maniera, con palle recuperate e contropiede. Ma non basta. Non è bastato contro Trieste.
La partita. Com’era cominciata? Con una Trieste più veloce a scattare dai blocchi grazie a un quintetto che va subito a segno per i primi cinque canestri. Va anche 4-14 la squadra giuliana, un parziale però subito ricucito quando si mette al lavoro capitan Rivali, bravo a uscire dalla panchina col massimo della vitalità nonostante gli acciacchi settimanali. Un suo gioco da tre punti vale il 18-19 del 10’, poi sono le gambe di Bedetti a favorire l’allungo clementino. Si arriva sul 27-21 del 15’ con l’Acegas che non riesce più a capirci nulla in attacco e i nostri che invece mordono alla grande. Basta un piccolo intoppo dei meccanismi però a far rientrare la squadra ospite, solidissima nei suoi senior, talentuosa con gli under e meritatamente prima nella Divisione Nord Est.
Il primo tempo finisce 31-32, Mastrangelo mette il 31-34 a inizio ripresa e poi succede che si alza il muro. Sì, proprio quel muro difensivo fatto di pressione sulla palla e di recuperi che ha fatto la fortuna degli Angels in questi anni. Il pubblico clementino ormai lo ha mandato a memoria, quando Santarcangelo è questa non c’è capolista che tenga. E infatti anche Trieste va in bambola, sommersa da un 19-2 gialloblu fatto di recuperi, campo aperto e uno contro zero come se piovesse (50-34 dopo 27’35”). Tutti sono protagonisti del parziale: Bonaiuti con 5 punti, Broglia con 4, Silimbani e Palermo con 3, Bedetti e Rivali con 2. Questo tanto per raccontare di come in questa fase sia stata decisamente “la squadra” a fare la differenza. Poi, come sapete, non è andato tutto bene… I fastidi maggiori li ha dati Ruzzier, un classe ’93 che sul finire di quarto ha messo due triple che hanno dato benzina allo 0-9 ospite (50-45). La partita adesso è diversa, gli Angels annaspano e si aggrappano al salvagente dell’unico che finora non aveva segnato, Luca Pesaresi. “Pesa” si prende un paio di tiri dei suoi (55-48) e, dopo il nuovo vantaggio giuliano (56-57 al 34’), riprende vigore con la tripla del 61-57. Adesso però si viaggia punto a punto, col canestro di Maganza che pareggia a 62 nel finale e col palleggio, arresto e tiro di Carra dalla media che vale il 62-64 a -1’37”. Ultimo minuto da cuori forti, con ancora Pesaresi (suoi 10 dei 14 punti di squadra negli ultimi 12’25”, il resto sono tiri liberi) a impattare dalla lunetta a -15” (64-64). Il resto? Una lama nel costato...
Angels

BASKET RIMINI CRABS-ACMAR RAVENNA 64-62
dal "Nuovo Quotidiano":
Per oltre tre quarti, il migliaio di spettatori presenti al Flaminio si è chiesto se quelli in campo fossero davvero i Crabs o dei cloni un po’ sonnacchiosi. Poi finalmente si è rivista la squadra che lotta, combatte, non si arrende e ci mette l’anima per vincere contro un’ottima Ravenna, che ha dimostrato di non essere la quarta forza del campionato per caso (64- 62).
Questi Crabs sono più forti dell’assenza di Bruni e del passaggio a vuoto di Hassan e di Filloy e si avvicinano così alla lunghissima pausa invernale (torneranno infatti in campo solo il 5 gennaio a Bassano) lanciando un messaggio alle dirette rivali d’alta quota Rosazzo e Ferrara: noi ci siamo.
Alla fine è stato Silvestrini, con una tripla a 7’’ dalla sirena a far esplodere il Flaminio: lo stesso play, finita la partita e impossessatosi del microfono, si è messo a intonare: “Noi siamo Rimini”. Babbo Natale è più basso, più magro, senza barba, con pochi capelli: veste la canotta biancorossa con il numero 6 e questa volta non aspetta il 25 dicembre per portare i regali. Arriva e nel sacco ha la splendida vittoria che chiude un 2011 che ha portato i Crabs dalla Legadue alla DNB, ma che lascia aperta la porta ad un ritorno in grande stile di Rimini nel basket che conta. E questo sarebbe un regalo veramente splendido.
Non c’è energia nell’avvio di partita dei Crabs: Ravenna invece è più scattante e con un attacco mai scontato e la zona 2-3 inizia a prendere il largo. I Crabs accorciano con il 20-29 del 19’, ma c’è solo una squadra sul parquet, e non è di certo Rimini.
In avvio di terzo periodo i biancorossi hanno una timida reazione e riescono a ridurre lo svantaggio a 5 lunghezze, ma Ravenna non trema.
Il canestro di Silvestrini in contropiede fa incendiare il palazzetto, ma Rimini si ritrova subito dopo a -10. Capitan Gasparin riapre con una tripla una partita che sembrava già chiusa: adesso Ravenna non è più la squadra sicura dei primi 32’ e la tripla di Amadori regala il primo vantaggio a Rimini.
A 1’ dalla fine è pareggio, ma Ravenna allunga con due liberi. La zona biancorossa funziona bene e a 17’’ dalla fine, Rimini ha nelle mani il tiro della vittoria. Silvestrini con una tripla “ignorante”, alla Basile, segna il 63-62 Rimini: sulla successiva rimessa Gasparin, con una superba difesa recupera il pallone. Caceres in lunetta fa 1/2 negando la possibilità a Ravenna di avere la rimessa in zona d’attacco, il tiro della disperazione di Davolio è un airball: Rimini può cantare vittoria.
Mikael Distante

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