lunedì 28 novembre 2011

Vittorie esterne per Trento e Corno di Rosazzo

ANGELS SANTARCANGELO-BITUMCALOR TRENTO 71-78
Terza sconfitta consecutiva per gli Angels, che nel palazzo di casa non riescono a interrompere la striscia negativa e devono cedere il passo alla talentuosa Bitumcalor Trento (71-78). Dopo una prima parte di gara divertente e con tanti sorpassi, nel secondo tempo Santarcangelo improvvisamente si blocca in attacco e deve cominciare a inseguire, pagando alla fine a caro prezzo i sette minuti finali del terzo periodo con soli due punti all’attivo. Nell’ultimo parziale i nostri vanno sotto in doppia cifra, hanno un sussulto per il -6 di Silimbani a 3’ dalla fine, ma non riescono ad andare oltre.
La partita. Lo 0-6 iniziale firmato Pazzi e Negri è il massimo vantaggio di tutto il primo tempo. Di lì in poi infatti sarà lotta senza quartiere, con Luca Bedetti subito in grande evidenza e un buon Broglia che sorpassa sul 9-8 al 3’. Grande battaglia: Trento prende un vantaggio ridottissimo, Santarcangelo si rimette in moto passando a condurre 22-18 all’8’ ancora con Bedetti ma la Bitumcalor ha il colpo di coda con la tripla di Fiorito per il 22-23 allo scadere del quarto. Non si scorge per nessuna delle due squadre la possibilità di mettere insieme un break importante e così succede anche nei secondi dieci minuti, al di là del 31-25 firmato Italitano del 14’ (subito recuperato da Santarossa). Conte è un fattore, Pesaresi si scalda e la lunga sequenza di liberi a segno non cambia la sostanza del discorso (44-44 a metà partita).
Di ritorno dagli spogliatoi gli Angels sono davvero pimpanti in attacco e per tre minuti sembrano trovare la chiave giusta per scardinare la retroguardia ospite. La tripla di Pesaresi a -7’00” dal termine del terzo parziale vale il 51-47 e tutto pare andare per il verso giusto. Si corre, si lotta ma Santarcangelo adesso non segna più. Pazzi sorpassa, Luca Bedetti a -3’20” finalmente interrompe il digiuno con due liberi (53-53), ma poi il discorso torna lo stesso di prima con Trento in mini fuga al 30’ (53-58). Il quarto periodo è una sofferenza: Spanghero mette subito il +7 ospite, Santarossa si inventa una tripla con libero aggiuntivo e la Bitumcalor prende il volo sul 55-64. Quando anche Fiorito la mette da tre punti a -7’51” i segnali non sono bellissimi. Gli Angels questa volta non riescono a recuperare e l’unico avvicinamento è rappresentato dalla tripla di Silimbani a -3’15” (63-69). Troppo tardi, Trento sbanca il PalaAngels.



BASKET RIMINI CRABS-CALLIGARIS CORNO DI ROSAZZO 58-68
Nemmeno gli ottimi Crabs di Fabrizio Ambrassa riescono a fermare il cammino della capolista: la Calligaris sbanca il Flaminio e resta a punteggio pieno, 10-0.
Gasparin e soci, comunque, giocano un'ottima partita, disputano un notevole primo tempo, poi, complici l'inesperienza e qualche decisione dubbia della coppia in grigio, cedono il passo a Corno di Rosazzo che vince con pieno merito, dimostrando la propria compattezza.
Il primo tempo è di marca Crabs che partono forte, poi subiscono il ritorno degli avversari, ma con un gran secondo quarto chiudono all'intervallo sul +3, 32-29.
La Callegaris resta a contatto pur subendo, a dimostrazione di come sia squadra che capitalizza sugli errori altrui. Così, nel terzo quarto gli ospiti vanno via, affidandosi ad un Nanut più efficace dalla lunga che dal post e all'energia dei finti lunghi Ferrari e Miniussi che sporcano ogni pallone. I granchi al solito fanno il loro in difesa, ma in attacco calano e faticano, soprattutto nel pitturato.
Il quarto quarto è molto intenso: gli ospiti allungano il vantaggio fino alla doppia cifra, ma, ancora una volta i Crabs rimontano e per due volte hanno la possibilità di impattare. E qui forse emerge la differente esperienza tra le due squadre: i biancorossi spingono fin troppo sull'acceleratore e non riescono ad approfittare degli errori altrui; la Calligaris al contrario capitalizza quello che viene, catturando una marea di rimbalzi di attacco contro la zona di Ambrassa, perfettamente efficace sui primi tiri. A 2' dalla fine il match sembra in ghiaccio, ma con i Crabs non finisce mai: prima segna Gasparin, poi, sulla rimessa Hassan segna, subisce fallo e trasforma il -5. Rimini difende bene, è sul punto di recuperare palla, ma Ferrari segna il canestro che chiude virtualmente la partita.
Nei secondi finali Tonetti realizza in maniera non proprio cavalleresca - 9 giocatori fermi a stringersi la mano - il canestro che fissa il finale, 58-68.

sabato 26 novembre 2011

Dopo 149 giorni termina il Lockout in NBA

Sono le 09.20 in Italia, le 3.00 passate nella notte NewYorkese. Il meeting tra lega e giocatori è iniziato 15 ore fa, il lockout da 149 giorni.
All’apertura della sala conferenza però arriva la tanto agognata buona notizia: l’accordo c’è, si ricomincia! Durante la nottata i rumors, diffusi via twitter dei tantissimi giornalisti NBA accorsi, non erano certo positivi, ma per fortuna la conferma ufficiale è arrivata direttamente da David Stern e Billy Hunter. I dettagli non sono ancora usciti, si sa solo che i giocatori l’hanno spuntata sul famoso BRI, riuscendone a strappare il 51%; altre modifiche dovrebbero riguardare l’età d’entrata al Draft, e la possibilità di rifiutare la “spedizione coatta” in D-League.
Ad ogni modo si inizierà con i training camp non appena ci sarà la firma ufficiale sul nuovo contratto collettivo, vale a dire tra 10-12 giorni. La stagione potrebbe quindi iniziare proprio il giorno di Natale.

giovedì 24 novembre 2011

Tyreke Evans alla Virtus Roma: c'è l'accordo

La Virtus Roma comunica di aver raggiunto un accordo con l’atleta Tyreke Evans fino al termine della stagione sportiva 2011/2012 con un’uscita nel caso in cui riparta il campionato NBA, si aspetta la formalizzazione del contratto che avverrà nella notte.
Il giocatore, nato a Chester, Pennsylvania, il 19 settembre del 1989, inizia la sua carriera all’American Christian Academy, High School della sua zona, e diventa subito la stella della sua squadra tanto da partecipare al McDonald’s-All American e ricevere la nomina di MVP.
Al momento di scegliere il College dove proseguire la sua carriera, nel 2008, Tyreke decide per l’Università di Memphis. La sua carriera universitaria dura un solo anno con 17.1 punti di media in 37 partite giocate e per ben otto volte viene nominato “Rookie of the Week”. Il 31 marzo del 2009 Tyreke Evans si dichiara eleggibile per il Draft NBA dove viene selezionato alla quarta scelta dai Sacramento Kings.
Nella sua prima stagione NBA Tyreke si dimostra subito all’altezza della situazione tanto che  nel febbraio del 2010 partecipa al Rookie Game dell’All-Star Weekend vincendo il premio di MVP. Termina la stagione con ottime cifre, 20.1 punti, 5.3 rimbalzi e 5.8 assist di media in 72 partite. E’ stato uno dei soli quattro giocatori nella storia della NBA, con Oscar Robertson, Michael Jordan e LeBron James, a mettere insieme almeno 20 punti, 5 rimbalzi e 5 assist di media nel loro anno da rookie. Con questi numeri vince il trofeo di “Rookie of the Year 2009/2010″.
Nella stagione NBA 2010/2011 Tyreke Evans gioca 57 partite delle 82 previste a causa di una fascite plantare che per un po’ lo tiene fermo, risolto il problema fa registrare ottime cifre anche nel suo anno da sophomore, 17.8 punti, 5.6 rimbalzi e 4.6 assist di media a partita.

lunedì 21 novembre 2011

Angels al palo, Crabs esaltanti a Fossombrone

ASSIGECO CASALPUSTERLENGO-ANGELS SANTARCANGELO 93-88
Yin e Yang, bianco e nero, dolore e piacere. Due parole per vedere una partita, due mondi per descrivere una cosa sola, 40 minuti che gli Angels hanno giocato a due facce, sprofondando a -20 e risorgendo come la fenice fino a un incredibile -2 a 40” dalla sirena. Poi finisce male, termina con l’ennesimo squadrone di questa Dna, nello specifico l’Assigeco Casalpusterlengo, che banchetta sul parquet amico grazie a un 93-88 che ha un sapore amarissimo per i nostri. Prendiamo però il buono da questa trasferta, prendiamo una squadra che, dopo lo shock casalingo di quei 6’30” con Siena e il -20 a Codogno, lotta, reagisce, combatte ad armi pari e risorge con la forza del collettivo. L’impresa non è riuscita, ma il tentativo c’è stato.
La partita. Si inizia con Casalpusterlengo quasi sempre avanti ma in grande equilibrio, pur se gli attacchi, fin da subito, si fanno preferire per mobilità e precisione alle difese. Al 3’ è 7-6 con due di Silimbani, due minuti dopo allunga Biligha (13-6) ma gli Angels tornano a contatto con quattro in fila di Broglia (18-16 all’8’). È qui che arriva il primo vero break dell’incontro a favore dell’Assigeco. Corsa e fisicità, precisione dalla lunga distanza e un Loschi, poi mvp, che comincia a carburare: fatto sta che la squadra di Lottici vola improvvisamente sul 29-18 dell’11’ e ha l’aria di voler dilagare. L’impressione è proprio quella, perché Santarcangelo concede tante conclusioni dall’arco ai padroni di casa e la percentuale è di quelle mortifere: 8/13 in due quarti per una squadra, Casalpusterlengo, che va via leggera, e dal 37-29 di Italiano al 16’ finisce il primo tempo sul 53-33.
Sommersi, eppure la squadra gioca e continua a farlo, vuole reagire e cerca in campo di esprimere il suo vero potenziale. Non mollano questi Angels, non vogliono prendersi un trentello in Lombardia la domenica sera. Silimbani schiaccia subito per il -14 al 22’ (53-39), ma l’Assigeco torna a più riprese sul +20 (69-49, cesto di Ricci). Partita finita? Potrebbe seriamente essere così, ma la reazione c’è, la squadra è viva e vuole almeno provarci. Due di Italiano, quattro di Pesaresi e la tripla di Palermo accorciano la forbice (69-58 al 31’), Francesco Bedetti mette una bomba importante ma è ancora Loschi, sempre lui, a firmare il 77-61 al 35’. Gli Angels però hanno preso tanto ritmo in attacco e producono con discreta facilità un 9-0 chiuso dalla tripla di Pesaresi che riapre definitivamente la questione (77-70 al 37’). Adesso ci si crede davvero, l’impresa è possibile. Si arriva alle soglie dell’ultimo minuto ancora sul -7 (88-81): un antisportivo fischiato a Prandin è sfruttato come meglio non si potrebbe, con la doppietta ai liberi di capitan Rivali e un’incredibile tripla dall’angolo di Pesaresi. La situazione? 88-86 Assigeco a 40 secondi dalla fine. Niente male, no? Tutta da giocare, con ogni possesso, ogni rimbalzo e ogni punto che vale oro. Santarcangelo difende forte, ma Loschi è bravo in penetrazione, con virata, a infilare il 90-86. Questa fa malissimo… A -12” Bonaiuti fa comunque 2/2 ai liberi e si va col fallo sistematico. Ancora Loschi (…) dalla lunetta mette due possessi tra le squadre e il tempo rimasto ormai è poco. Finisce 93-88 per l’Assigeco. Peccato.


REMET FOSSOMBRONE-BASKET RIMINI CRABS 60-63
I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-I!
Non ci sono altre parole, i Crabs che sbancano Fossombrone sono semplicemente incredibili. Difficile spiegare diversamente una vittoria che per 30' abbondanti non è stata minimamente alla portata, ma che si è concretizzata nei 7 spettacolari minuti finali.
Nei primi 20' i ragazzi di Ambrassa non sono mai in partita, sparacchiano con percentuali orrende - poco più del 20% dal campo - e solo grazie ai canestri di Silvestrini ed ai tanti rimbalzi offensivi non tracollano. Il parziale all'intervallo è comunque eloquente, 34-21 per Fossombrone.
Poi comincia un'altra partita. 
Nel terzo quarto già la musica comincia a cambiare: crescono le percentuali e la difesa porta ad abbassare ulteriormente quelle dei padroni di casa; Gasparin, Caceres e Hassan salgono di tono e lo svantaggio viene dimezzato, 47-41 al 30'.
L'ultima frazione ha l'effetto di una valanga che si abbatte sulla Remet: Hassan va in trance e tira quando vuole, mettendo canestri pesantissimi, Silvestrini continua a fare ottime cose, Gasparin al 36' dà il primo vantaggio, 52-53 e, ciliegina sulla torta, dal cilindro coach Ambrassa estrae la classe di Pablo Filloy che, pur in condizioni precarie, segna la tripla del 55-58 Crabs, poi un canestro e due liberi cruciali.
Le triple del disperato tentativo di rimettersi in partita "sparate" dai padroni di casa si spengono sul ferro ed un libero di Silvestrini fissa il punteggio.
I Crabs sbancano Fossombrone: finale 60-63.

sabato 19 novembre 2011

Russia, incidente per Andrei Kirilenko

(ANSA) - MOSCA, 19 NOV - Brutto incidente in campo per il cestista russo Andrei Kirilenko durante una partita di campionato a Mosca. Il campione Nba che a causa del lockout gioca nel Cska in un'azione sotto canestro e' scivolato ed e' caduto con violenza a terra, sbattendo la faccia. Secondo i medici, il giocatore ha riportato una frattura al naso e una commozione cerebrale.

giovedì 17 novembre 2011

Dennis Rodman entra nella Hall of Fame

da Rivista Ufficiale NBA - Ottobre 2011

HA LOTTATO COL MICROFONO PER 12 MINUTI*
UN CORPO A CORPO CHE NEPPURE QUELLI
CONTRO KARL MALONE IN FINALE NBA.
LACRIME. SINGHIOZZI. PAUSE. ANCORA LACRIME.
TUTTO PER FAR SAPERE ALLA PLATEA DELLA
HALL OF FAME E AL MONDO INTERO CHE IL NUOVO (?)
DENNIS RODMAN VUOLE ESSERE “UN BUON PADRE”.
UN CONSIGLIO: EVITARE DI GUARDARE IN CASA
ALLA RICERCA DELL'ISPIRAZIONE.
IL SUO, DI PADRE, SE NE È ANDATO QUANDO AVEVA
5 ANNI, CON UN'ALTRA DONNA. POI È FINITO IN GALERA.
È STATO ALLONTANATO DALL'ESERCITO USA,
PER VARI FURTI. HA TROVATO RIFUGIO NELLE FILIPPINE,
DOVE HA DUE MOGLI (SI È CONVERTITO ALL'ISLAM...),
UN BAR (THE FULL HOUSE) E “47 FIGLI”, HA FATTO SAPERE
“IL VERME” DAL PALCO DELLA HALL OF FAME
(VIA TWITTER, DALLE FILIPPINE, È ARRIVATA PURE
LA PUNTUALIZZAZIONE: “SONO SOLO 29”...).


Philander (il curioso nome) a sua volta dà la colpa al suo, di vecchio, reo di aver abbandonato la famiglia a Memphis per andare a cercare lavoro altrove. E così via, risalendo nell'albero genealogico di famiglia. È dai rami di questo albero che nasce Dennis Rodman, uno che - come ha ricordato nel suo discorso di Springfield - avrebbe potuto facilmente essere morto, in giro a spacciare droga o senza casa (anzi, “homeless lo sono stato”, ha voluto precisare). Invece, e questo è il bello, ha appena fatto il suo trionfale ingresso nella Hall of Fame del basket, consacrandosi così tra le leggende immortali del nostro sport. Con pieno merito. Basta dare un occhio alla bacheca di casa Rodman, per capirlo. Forse è superfluo, ma ripassare la lezione non guasta mai. Fanno 5 titoli NBA, due con Detroit e tre con Chicago, 2 titoli di Miglior Difensore NBA, perfino 2 convocazioni all'All-Star Game (nonostante una media punti in cariera di poco oltre i 7 punti a sera...), 7 inclusioni nel Primo Quintetto Difensivo NBA ma, soprattutto, altrettante corone di miglior rimbalzista del pianeta, vinte consecutivamente dal 1992 al 1998. Per dire: Moses Malone si è fermato a quota 5 in fila, Kevin Garnett e un certo Wilt Chamberlain a 4, Dwight Howard non è andato oltre le 3. Per 7 anni consecutivi, invece, a rimbalzo nella NBA non c'è stata storia: la palla finiva nelle mani di quello pieno di piercing e tatuaggi, coi capelli colorati e le gambe divaricate.
Dennis Rodman entra nella NBA dalla più classica delle porte di servizio, scelto da Detroit al secondo giro (n°27 assoluta) al Draft del 1986. Le prime due stagioni - udite, udite! - segna addirittura più punti di quanti rimbalzi cattura. Non succederà mai più in carriera. Perché la mutazione è iniziata. È vero, ancora al termine del terzo anno guida tutta la NBA per percentuale al tiro (59.5%) ma il dato non racconta certo di un grande attaccante/tiratore, quanto di un giocatore che vive attorno al ferro. Nonostante i centimetri siano duecento, non uno di più. E nonostante l'armatura sia di un centinaio di chili, mica da peso massimo NBA. Le sue caratteristiche, però, si dimostrano in fretta ideali per quello strano mix chiamato “Bad Boys” che a Detroit manda in campo due fuoriclasse (Isiah Thomas e Joe Dumars) e una banda di feroci guardie del corpo a proteggerle. La formula funziona. Alla fine di quel 1989 arriva il primo titolo NBA e per il bis basta aspettare l'annata seguente. Poi parte l'era Jordan, e un vecchio detto valido anche nella NBA dice “if you can beat them, join them” (se non puoi batterli, unisciti a loro). Prima di vederlo in maglia Bulls, però, si deve completare la mutazione. Decisiva è una notte del febbraio 1993, passata sul suo pick up fuori dal Palace di Auburn Hills in compagnia solo di un fucile, con idee suicide. Il grilletto lo preme per davvero, ma solo per uccidere metaforicamente il suo “vecchio” sè ed essere così libero di reinventarsi. Si manifestano i primi segni esteriori, che siano l'inchiostro sulla pelle, il metallo dei piercing o la tinta dei capelli. Per voltar pagina del tutto Rodman lascia Detroit e arriva a San Antonio, dove porta Madonna a bordocampo (e a letto!) e Gregg Popovich (allora GM) sull'orlo di una crisi di nervi. Due anni dopo finisce alla corte di Jordan e Pippen (che dal palco di Springfield ha definito “il duo più forte mai apparso su un campo da basket”): in oroscopo ci sono altri 3 titoli NBA sul parquet ma soprattutto una popolarità che lo rende un mito pop capace di rivaleggiare con il divino MJ. Perché Rodman ha avuto il suo reality show 15 anni prima di Lamar Odom (si chiamava “The Rodman World Tour”. Se non lo avete visto... fa niente). È andato a Hollywood con Jean Claude Van Damme (come prima: se non lo avete visto...). È finito pure il libreria, con due titoli perfetti per raccontare la sua storia (“Bad As I Wanna Be” e “Walk on the Wild Side”): magari per il secondo valgono le parentesi di cui sopra, ma il primo invece è un racconto sincero, onesto, a tratti disarmante e a tratti divertente. Poi si è denudato (per la causa animalista) e si è rivestito, in pizzo bianco, velo e strascico (per quella meravigliosa trovata del matrimonio con se stesso) o con boa di struzzo e giacca di pitone. Ah, il matrimonio: ci sono stati quelli seri (due: uno finito male, l'altro che resiste - e la signora era in platea a Springfield), quelli per farsi una risata (il pizzo bianco di cui sopra) e quelli per farsi passare una sbronza (Carmen Electra, sexy baywatch, sposata una sera con l'etilometro alle stelle, rinnegata la mattina dopo). Nel mentre - e se avete presente quanto sforzo richiede una stagione NBA di 80 partite, spesso 100 partite la cosa è irreale - Dennis Rodman è sempre stato (anche) il corpo più in forma della NBA, un corpo capace di sopportare una vita non certo ascetica con una dedizione al lavoro evidentemente impressionante, spesso dimenticata nella valutazione del giocatore e del professionista. Per questo, e per molto altro ancora, oggi è - meritatamente - nella Hall of Fame, premio a una carriera in cui ha vinto, ha divertito, ha recitato da protagonista e ha rivoluzionato (a modo suo, ovviamente) il modo di giocare a basket, facendo di un singolo gesto la sua autentica ragione d'essere.
Come dimostrano gli 11.954 rimbalzi catturati.


martedì 15 novembre 2011

Prima gioia stagionale per gli Young Guns

YOUNG GUNS-BLACK SHEEP 42-41
Partita sentita da ambo le parti, partenza favorevole ai Gunners che con una bella difesa chiudono il primo quarto avanti 10-5, secondo quarto sulla falsariga del primo col divario che si allarga sul 19-10 per chiudersi con uno scatto d'orgoglio delle pecore nere che chiudono il quarto 19-14!
Ripresa delle danze e i Gunners lasciano la difesa negli spogliatoi, ospiti che impazzano sotto canestro e con un bel parzialone chiudono avanti il terzo periodo 28-30!
Ultima frazione di gioco da cardiopalma giocato tutto punto a punto con giocata vincente dei Gunners che trovano il canestro della vittoria a 8 secondi dalla fine, pecore nere che tentano il sorpasso all'ultimo secondo ma la parabola del pallone è infelice e così i Gunners possono festeggiare la prima vittoria stagionale!!!!
Mvp dell'incontro un monumentale Taddei che si issa a salvatore della patria con 22 punti, canestro decisivo di Falorni!!!
Marco Morelli

lunedì 14 novembre 2011

Siena sbanca il Pala Angels, vittoria dei Crabs

ANGELS SANTARCANGELO-CONSUM.IT SIENA 65-67
Forse una bastonata alla schiena fa meno male. L’amarezza è enorme, il tipo di sconfitta che questa sera hanno patito gli Angels per mano di Siena è di quelle pesanti. 65-67, punteggio stretto e in equilibrio, ma nulla in confronto allo svolgimento della gara. Quel 30-15 che diventa 30-32 in sei minuti alla fine del primo tempo... Quel 63-45 a -6’30” dalla sirena che si è liquefatto a suon di triple di Tessitori, l’enfant prodige della squadra toscana... Poi il sorpasso dall’angolo di Cucco e i tentativi inutili di Palermo e Pesaresi. Da vero choc. Da rimanerci di pietra.
Il buon inizio del 17enne lungo della Consum.it è abbastanza atteso (subito 0-5, poi 4-9), ma Santarcangelo sa reagire. La partita in questa fase la cambia Luca Pesaresi, che mette la bomba centrale, smazza un paio di assist ed è l’anima del primo dei tanti parziali della gara, nello specifico quello col quale i clementini sorpassano nel primo quarto e sembrano andar via facile nel secondo con le iniziative di Bedetti e Palermo (30-15 al 14’). Lì però si spegne per la prima volta la luce, Spizzichini diventa incontenibile (11 punti in un amen) e la Virtus rosicchia punto su punto, portandosi incredibilmente in vantaggio a fine primo tempo con un terrificante 17-0.
Formalmente di ritorno dagli spogliatoi la gara è descrivibile come in estremo equilibrio, ma nella pratica questo match di equilibrato ha avuto ben poco. Sprazzi di entusiasmo, break e contro break, cadute libere e risalite fulminee. Nessun filo logico, nessuno che prenda il comando e lo tenga bel saldo tra le mani. Anche per questo, con un’inerzia che sembrava passata nelle mani di Siena, Santarcangelo rimette la freccia con un 11-0 che vuol dire 41-32 al 23’ (Palermo sugli scudi). La gara è lontana dall’essere finita, ma questa volta i nostri mantengono il vantaggio con discreta tranquillità e con la tripla di Pesaresi vanno 56-42 al 29’. Sembra finita quando Italiano mette il canestro del 63-45 a -6’30”, invece in questo inverosimile scenario pirandelliano qualcosa ancora riesce a mutare. Così è se vi pare. I padroni di casa non hanno il brio di prima e alla Virtus bastano un paio di lampi di Tessitori per tornare a respirare (63-52). Il match gira completamente a 1’30” dalla fine con un 65-61 e possesso che non si concretizza. Ancora Tessitori, killer senza pietà, accorcia subito sul -1 (4/4 da tre nel quarto periodo, 27 totali) e Cucco dall’angolo mette la bomba del vantaggio (65-67). Finisce così e gli ultimi tentativi di Palermo e Pesaresi (allo scadere) non sortiscono l’effetto sperato. Non c’è poesia nel San Martino degli Angels.

BASKET RIMINI CRABS-MANICA ROVERETO 72-68
Nonostante le pesanti assenze di Bruni ed Hassan i Crabs ritrovano il successo contro la Manica Rovereto, in un Palasport Flaminio ancora una volta gremito - 1.200 circa i presenti sugli spalti.
Si parte , giustamente, tributando un caloroso applauso a Cristiano Zanus Fortes, indimenticato beniamino dei tifosi biancorossi, ora GM di Rovereto.
La gara è meno "amichevole": grande intensità da una parte e dall'altra che genera, come da aspettative, tanti errori al tiro e tante palle perse. I Crabs sbagliano meno con un Gasparin ispirato e lavorano meglio a rimbalzo: il primo quarto si chiude sul 16-10.
Nel secondo quarto gli ospiti tornano in partita, poi Verri commette un antisportivo e i Crabs tentano una fuga subito sopita, tanto che la Manica mette la testa avanti, 31-33.
Ci vuole un gioco da tre punti di Silvestrini per mandare i Crabs avanti al riposo, 34-33.
I primi 5' della ripresa sono probabilmente quelli che decidono l'incontro: ottimo il contributo di Calegari, cui si aggiunge una tripla di Caceres che porta il vantaggio oltre la doppia cifra, 52-40. Rovereto sembra in bambola ed invece piazza un parziale che la riporta in partita, prima che Maioli imbuchi una gran tripla dall'angolo - primi tre punti in DNB per "Maio", complimenti! - che tiene i Crabs sul +7, 58-51, al 30'.
I Crabs privano nuovamente a scappare, ritorna a +11, ma non chiude il match, nonostante gli avversari siano in bonus, con zero falli per i biancorossi, già a 6' dal termine. Gli ospiti tornano nuovamente in partita e Pappalardo pesca addirittura la tripla del -2, 70-68, a 10". Pronto il time-out di Ambrassa per parlarci su ed avanzare la rimessa sulla trequarti offensiva: Silvestrini riceve la palla, subisce fallo e infila i liberi che chiudono la disputa sul 72-68.
PS: grande festa all'intervallo con gli "Amici Crabs" che consegnano al GM Matteo Peppucci con un simbolico assegnone i 22mila euri, raccolti dall'associazione a benefici degli "Ambrassa's Boys". Ancora una volta, GRAZIE!

domenica 13 novembre 2011

La stagione NCAA comincia su una portaerei


Spettacolare inzio di stagione per la NCAA, campionato Usa dei college-basket che ha esordito con il match tra la Michigan State University di Lansing e i favoriti della University of North Carolina di Chapel Hill. La partita è stata giocata sulla portaerei Uss Carl Vinson, la stessa che ha trasportato e poi gettato nelle profondità del Pacifico il corpo di Osama Bin Laden.
La sfida al tramonto ha avuto luogo durante il Veterans Day, la giornata dei Veterani, alla presenza del presidente Usa Barack Obama e di 7.000 spettatori, di cui 4000 membri delle forze armate.

mercoledì 9 novembre 2011

Lancio di carta igienica per il primo canestro

Alla John Brown University di Siloam Springs, in Arkansas, è tradizione festeggiare il primo canestro della stagione in una maniera molto originale, durante il match di esordio del campionato di basket. Appena la palla si infila nel cesto, dagli spalti gli spettatori lanciano centinaia di rotoli di carta igienica. E in un attimo il campo diventa completamente bianco: i giocatori sono costretti a fermarsi e lo staff a fare gli straordinari per liberare il parquet. La prima partita del campionato infatti è stata battezzata "Tp game" (dove "tp" sta per toilet paper, carta igienica). Questo rito portafortuna ha ormai più di 30 anni ed è stato definito dallo Usa today "il miglior fallo tecnico dello sport".

martedì 8 novembre 2011

Partita a sorpresa per i 18 anni di Alberto

I 18 anni, unici ed irripetibili, segnano un traguardo importante nella vita della persona; il raggiungimento della maggiore età (almeno giuridicamente parlando).
Sabato 5 novembre ha soffiato sulle diciotto candeline il nostro amico Alberto, omaggiato con una partita a sorpresa presso la Palestra di Spadarolo (Rimini) dove amici e parenti si sono sfidati in un 5 contro 5 sulla durata di quattro quarti con tanto di tempo e tabellone segna punti. Quando le cose si fanno per bene...
Per la cronaca, la partita è andata agli archivi con la vittoria dei giovani (45-34), col festeggiato doppiamente protagonista e trascinatore con le triple imbucate.
E nel terzo tempo torta e spumante a suggellare un pomeriggio indimenticabile!

lunedì 7 novembre 2011

Sorridono gli Angels, Crabs beffati sulla sirena

ANGELS SANTARCANGELO-LA FORTEZZA RECANATI 80-71
Ma quanto è bello tornare alla vittoria così, con l’entusiasmo dei bei tempi, il tifo assordante del PalaAngels e tanta, tantissima voglia da parte di quelli che hanno messo piede in campo? Fantastico: sensazioni e tensioni da momenti importanti, da partita vibrante e con un saliscendi di emozioni da far tremare i polsi. I gialloblu la spuntano su Recanati 80-71 dopo 40 minuti al calor bianco, battono la leader della Divisione Sud Est e iniziano nel migliore dei modi la settimana da doppio turno casalingo (sabato prossimo arriva Siena).
I nostri ragazzi cominciano la partita col piglio giusto, vanno 13-4 dopo cinque minuti grazie alla tripla di Bonaiuti e salgono addirittura 22-9 all’8’ con l’intensità di una difesa a livelli eccellenti e i guizzi di un attacco che nel primo quarto trova davvero tante soluzioni per far male. La schiacciata di Bedetti al 9’ manda segnali forti e precisi in direzione Marche (26-9) e il parziale del 10’ (26-12) ha la sua continuità in un secondo periodo iniziato nella stessa maniera. Recanati torna attorno alla doppia cifra di margine, ma Santarcangelo ha un altro colpo di coda e al 16’ è 34-19, il che significa pieno controllo della gara e timone ben saldo in mano. In quel momento però arriva la svolta: un fallo a rimbalzo di Bedetti con successivo tecnico danno quattro liberi e possesso alla squadra ospite, che capitalizza al massimo (4/4 più tripla) e di slancio supera a fine primo tempo con un Evangelisti chirurgico (36-38).
Ancora il bomber de La Fortezza non si fa scrupoli nel bucare la retina del PalaAngels e al 22’ il parziale ospite è clamoroso: sul tabellone c’è scritto 36-44, il che vuol dire 25-2 per chi viaggia. Momento nero, ma dal buio e dal fondo del burrone i gialloblu si rialzano. C’è carattere, c’è voglia di non mollare, di smentire chi pensa che Recanati abbia preso definitivamente il comando e l’inerzia del match. Sei punti di Ancellotti accorciano sul 42-44, una spruzzata di Palermo e Rivali vuol dire aggancio a 46, ancora il centro clementino e poi i liberi di Italiano tengono davanti Santarcangelo. Al 29’, dopo le triple di Palermo e Pesaresi, si va sul 57-51 (il parziale questa volta è interno ed è di 21-7). L’ennesima tripla di Fossati però accorcia ancora e i due punti di Ceron mantengono tanti dubbi su chi alla fine la porterà a casa (62-61 al 33’). Dura, durissima, tensione alle stelle e falli tecnici a go-go, ma il controllo mentale del match, paradossalmente, si avverte. Chiarello sorpassa sul 64-65 al 34’, Bonaiuti pareggia con un libero e il capitano va con canestro e libero per il mini vantaggio. Qualcosa ai liberi si sbaglia (19/30 finale), ma sul +3 arriva il canestro chiave dell’incontro, due punti di Ancellotti su assist di Bonaiuti che scrivono 72-67 a -1’10”. Adesso a rincorrere col fiatone è La Fortezza, che si deve affidare al fallo sistematico. Nell’ultimo minuto, al contrario di quanto successo per tutto il resto della partita, le mani gialloblu non tremano e confezionano un 6/6 d’oro con Pesaresi (4/4) e Rivali (2/2). 80-71, game over al Madison (cit. M.B.).

NATURINO CIVITANOVA-BASKET RIMINI CRABS 66-65
Si interrompe la serie dei Crabs che subiscono, all'ultimo secondo di gioco, la tripla che decreta la vittoria della Naturino. A dire il vero nel finale sono parecchie le decisioni contestate da una parte e dall'altra, ma è pur vero che i padroni di casa vincono con merito.
Si rammarica fino alle lacrime un clamoroso Giovanni Bruni che, alla vigilia dell'intervento al tendine flessore del pollice destro, imbuca 32 punti, rappresentando in pratica l'intero attacco Crabs nell'ultimo quarto.
Decisive fin dall'avvio le difese, entrambe molto aggressive: fioccano gli errori ed un brutto primo quarto si conclude con la Naturino avanti 18-10. Rimini, come ormai di regola gioca un grande secondo quarto, alzando l'intensità difensiva e recuperando una marea di palloni, segna 25 punti, concedendone solo 13, e all'intervallo si trova sopra di 4, 31-35.
Il terzo quarto è di marca Naturino, con Temperini e Frascione sugli scudi: i Crabs costruiscono tanti buoni tiri, ma da tre la mettono col contagocce - 5/27 alla fine - e subiscono il rientro dei padroni di casa, che rimettono la testa avanti 48-47. Negli ultimi dieci minuti succede di tutto: i mini parziali si alternano in continuazione e la terna non regge benissimo l'atmosfera rovente del PalaRisorgimento. Come detto entrambe le squadre possono recriminare su decisioni dubbie, ma due sono gli episodi che destano le maggiori perplessità, entrambi nell'ultimo minuto di gioco: 2 liberi concessi a Bruni che non sembrava essere in azione di tiro e un fallo sulla rimessa commesso dalla Naturino non punito con l'antisportivo. 
Si arriva a 3" e mezzo da giocare con i Crabs sul +2. Rimessa per Baldoni, non il ricevitore designato, che, dopo un attimo di esitazione, alza un parabolone da tre sopra le mani protese di Squeo. La palla si insacca sulla sirena…
Vince la Naturino 66-65.
Nota di merito per i tifosi: una cinquantina abbondante i presenti giunti da Rimini, più altrettanti connessi per la cronaca in diretta streaming.
www.basketriminicrabs.it

Giovanni Gasparin stoppa Stefano Cernivani, playmaker della Naturino Civitanova

giovedì 3 novembre 2011

Al campetto emulando il “Mago” e il “Beli”

Si sa, quando non si ha niente da fare solitamente ci si annoia.
Non è il nostro caso. Ecco la parodia di uno spot Nike di 3 anni fa dove in una sessione di tiro del buon Sudii, il ciclopico Lazza tenta di indurlo all'errore dall'arco dei tre punti indottrinandolo sui segreti del campionato NBU organizzato dal comitato UISP di Rimini e giunto alla 15esima edizione (32esima in totale).
Nello spot originale (sotto la nostra parodia) protagonisti sono Marco BelinelliAndrea Bargnani, indubbiamente più propensi a determinate sedute di tiro...
Infine, ultimo ma non ultimo, Bobo. Rimbalzista e passatore di prima categoria.
I tre ragazzi in bianco-verde Young Guns sono carichi! Let's go Gunners, let's go!

martedì 1 novembre 2011

Il basket romagnolo piange per Livio Neri

Ciao Livio
Cesena, 23 giugno 1976  Bologna, 31 ottobre 2011

Dalla sua città, Cesena, a Rimini. Da Rimini a Ravenna. Passando, inevitabilmente, da Forlì. Sul filo del passaparola, dell'sms e del social network, la pallacanestro romagnola-tutta è urtata in queste ore e piange le sue lacrime per la scomparsa prematura, a soli 35 anni, di Livio Neri. Deceduto nel pomeriggio di lunedi 31 ottobre 2011 dopo il calvario di un ultimo mese in lotta con un male allo stomaco. Un male che aveva forse radici lontane - Livio da anni faceva visite specialistiche in tutta Europa per capire le ragioni diquei dolori - e che un mese fa aveva accelerato improvvisamente, mettendolo sull'orlo del precipizio da cui il ragazzo è purtroppo precipitato.
Primogenito della famiglia forse più cestistica di Cesena (lui l'allenatore, Andrea l'arbitro, Fulvio - attualmente in forza al Gaetano Scirea - il giocatore), Livio dopo aver mosso i primi passi da allenatore giovanile nella Carisp Cesena andò a far esperienza ai Crabs Rimini, chiamato da Cedro Galli e Lupo Giordani, facendo anche due anni di assistentato a Ticchi in LegaDue (dal 2006 al 2008). Nell'estate del 2008 il passaggio al Piero Manetti Basket Ravenna, dove per due anni aveva agito da responsabile del settore giovanile.
Famiglia cestistica e anche parecchio sfortunata, quella dei Neri: pochi anni fa i 3 fratelli e il papà avevano dovuto sopportare la prematura scomparsa della mamma. Il staff di forlibasket, superfluo a dirsi, esprime le sue più sentite condoglianze.

I Crabs Rimini piangono Livio Neri, prematuramente scomparso ad appena 35 anni nel pomeriggio di oggi.
Nella stagione 2004/2005 Livio fu uno degli allenatori individuati da Massimo Galli e Lanfranco Giordani per il rilancio del Settore Giovanile dei Crabs: dimostrò grandi qualità tecniche e umane, tanto da ricoprire anche il ruolo di assistente della prima squadra, guidata da Giampiero Ticchi, nella straordinaria stagione 2006/2007 ed in quella successiva. L'ottimo lavoro svolto gli valse la chiamata dell'Acmar Ravenna che, nell'estate 2008, gli affidò la guida del proprio Settore Giovanile.
Non ci sono parole per esprimere il nostro dolore.
Alla famiglia un forte abbraccio.
www.basketriminicrabs.it

Non è facile raccogliere le idee per scrivere queste poche righe di ricordo per una persona che il destino ha portato via a soli 35 anni, a poche settimane dalla nascita della propria bambina e con una grande fetta di vita ancora da vivere. Ci sono solo sgomento ed incredulità per qualcosa che mai avremmo voluto sentire e che ci ha tolto ogni parola. 
E’ questa la sensazione che ci ha lasciato la notizia della scomparsa di Livio Neri, responsabile del settore giovanile del Basket Ravenna dal 2008 fino allo scorso mese di giugno, avvenuta nel pomeriggio di ieri, lunedì 31 ottobre, a Bologna, dopo una breve lotta con la malattia. 
Lo vogliamo ricordare come un ragazzo che ha sempre dato tutto per la pallacanestro e per i suoi piccoli giocatori, ai quali oggi ci stringiamo idealmente in un forte abbraccio in un momento sicuramente tra i più duri della loro giovane esistenza. Le reazioni disperate e i successivi saluti dei suoi ragazzi, affidate ai messaggi ed ai social network, sono il segno più tangibile della bontà del suo lavoro, a Ravenna ed in precedenza a Cesena ed ai Crabs Rimini . 
La famiglia Vianello, i dipendenti della Vianello Assicurazioni e tutto il grande gruppo del Basket Ravenna Piero Manetti sono vicine alla sua compagna ed alla famiglia in una situazione così difficile. Ciao Livio e grazie di tutto.