lunedì 19 settembre 2011

Ultimo atto a Eurobasket 2011, Spagna regina

Spagna dominatrice d'Europa
La Francia e Parker si inchinano
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Gli uomini di Scariolo difendono il titolo continentale battendo 98-85 in finale i transalpini. Navarro, devastante con 27 punti, eletto miglior giocatore del torneo. Bronzo alla Russia, Macedonia giù dal podio


La Spagna si conferma regina d'Europa battendo in finale la Francia. Sul podio anche la Russia, che lascia senza medaglia la favola Macedonia.
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Spagna-Francia 98-85
La Spagna di Sergio Scariolo batte la Francia e conquista l’oro continentale per la seconda volta consecutiva, prima squadra a riuscirci dalla doppietta jugoslava di 14 anni fa. Gioca una gara di testa, decisa dai suoi due numi protettori, Juan Carlos Navarro, 27 punti e 5 assist, e Pau Gasol, 17 con 10 rimbalzi e 3 stoppate, ma straordinaria per la qualità diffusa dell’attacco e della difesa. Nella quale spiccano le 5 stoppate di Ibaka, che chiudono l’area spagnola nel primo tempo permettendo agli uomini di Scariolo di scappare. E’ puro talento quello che domina l’inizio della partita. Parker e Navarro scorazzano felici e immarcabili, la differenza per la Spagna la fa la presenza in area di Marc Gasol, che segna anche una tripla mentre si gira al 24" di un’azione che dà il +8 alla Spagna (25-17). La difesa della Francia non è all’altezza dell’attacco avversario, Scariolo mette invece il lucchetto inserendo Ibaka al posto di Pau che ha già due falli. Diventa il fattore determinate della gara: con 5 stoppate nel primo tempo l'ala-centro dei Thunder abbassa drasticamente la produzione offensiva francese e Navarro e Calderon ne approfittano (38-26). I campioni d’Europa in carica viaggiano sereni contro Parker, troppo solo, fino a quando l’adrenalina sempre ai massimi di Rudy Fernandez combina un bel pasticcio: colpisce duro Parker in entrata da dietro, la Francia reagisce con veemenza, Batum la riporta a contatto (46-41). Rientra Pau, il tempo per segnare i 4 punti del 50-41 all’intervallo. Se i francesi concedono agli avversari di tirare col 75% da 2, non possono avere scampo, nonostante i 14 punti di Parker e i 10 di Batum nel primo tempo.
Perché la Spagna, dietro a Navarro (13) si è divisa i tiri come solo le grandi squadre sanno fare. Tocca il +13 a inizio ripresa anche con una grande difesa, ma appena si sente al sicuro, subisce un 6-0. E’ Noah che cambia la partita. Collet lo manda su Pau, accettando di soffrire con Diaw su Marc. Funziona. E’ il pivot dei Bulls la chiave del -6 (60-54). E la Spagna si affida al suo uomo più caldo: Navarro riporta di peso la sua squadra al +13 (69-56) col suo 22° punto, ma gli spagnoli sono presi dalla foga di chiudere il conto, affrettano male tre tiri e subiscono le percussioni di Parker, arrivato a quota 20 (69-60). Una stoppata di Marc è il segnale che il messaggio è arrivato chiaro: la difesa produce un paio di palloni per il contropiede e la Francia ricade (75-62). Con Sada in regia (Calderon ha tre falli, Rubio ha preso un colpo), debuttante in nazionale a 27 anni dopo una vita da mediano, la Spagna riesce a marcare anche Parker e quando Pau va nell’angolo, controlla bene che i piedi siano oltre l’arco e colpisce Noah, è finita (84-68). Collet prova a aumentare l’aggressività con Kahudi sul play, ma la decima stoppata spagnola (terza di Pau) dà a Navarro il contropiede che regala la settima medaglia del decennio ad un gruppo straordinario. Sergio Scariolo è il primo allenatore italiano a vincere due campionati europei, Navarro a 31 anni, 11 dedicati ogni estate alla sua nazionale, 29 punti di media nelle ultime tre partite, è l’mvp del torneo e con Parker, McCalebb, Kirilenko e Pau Gasol è nel quintetto ideale della manifestazione. Il sondaggio è aperto: è la Spagna o l’ultima Jugoslavia unita, quella di Djordjevic, Petrovic, Kukoc, Divac la squadra europea più forte dell’era moderna?
Spagna: Navarro 27, Calderon 17, P. Gasol 17
Francia: Parker 26, Diaw 12, Noah 11
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Russia-Macedonia 72-68
La Russia vince la medaglia di bronzo battendo una straordinaria Macedonia, che butta via l'occasione di entrare nella storia con un clamoroso errore di Damian Stojanovski che a 7" dalla fine, su assist di McCalebb che non verrà mai conteggiato, sbaglia da solo il canestro del pareggio permettendo poi a Shved di segnare i liberi della tranquillità. Per la Russia di David Blatt è la seconda medaglia in tre edizioni, dopo l'oro di 4 anni fa. Ma se non è entrata nella storia, la Macedonia è ormai nel cuore di tutti, dopo un Europeo incredibile, con 5 partite chiuse di 2 punti (4 vittorie) e successi contro Croazia, Grecia, Slovenia, Lituania e due sconfitte all'ultimo tiro con la Russia. L'ennesima sfida impossibile della Macedonia parte come le altre. Con la squadra più forte che sembra possa andare via (13-6) grazie a Mozgov, che segna e costringe Samardziski a commettere 2 falli nei primi 3', salvo poi ritrovarsi impantanata nella difesa macedone, a lungo a zona, e vittima del suo attacco dove Ilievski comanda e McCalebb colpisce. Bo deve entrare decisamente in azione quando, nel 2° quarto, la Russia prova a scappare ancora (28-21) dominando sotto canestro: segna 7 punti di fila, ma a Monya entra il tiro da tre che porta la sua squadra avanti al riposo (36-30) sempre con la Macedonia in partita sfidando le leggi del basket. Dopo 20' tira col 28% contro il 46% degli avversari e prende 10 rimbalzi in meno. Eppure è sempre lì: cade a -10 colpita dai liberi di Kirilenko (45-35) poi risale fin dove la porta il suo giocatore più emblematico, Cechovski, che tira da tre e non fa mai canestro (chiude l'Europeo con una striscia aperta di 16 errori) ma difende come un matto, fa i blocchi e si trova pronto su un paio di scarichi di Ilievski. Rimessa in linea di galleggiamento, McCalebb torna a colpire. E la Macedonia chiude il terzo quarto col 15-5 del pareggio a quota 50. Non basta: Kirilenko sfoga la sua frustrazione con un quarto fallo inutile a metà campo. E all'inizio dell'ultimo quarto Ilievski sorpassa da tre (52-53). La Russia è allo sbando, Blatt prende un rischio estremo e rimette immediatamente Kirilenko, gioca senza pivot e lo mette su Antic che segna subito. E' impressionante vedere i russi alla mercé tecnica degli avversari. Tirano fuori la testa dalla palude, dopo 5'30" senza un canestro su azione, solo con due triple di puro talento del loro veterano Nba che però non può difendere. Ma, contro le zone di Blatt, l'unico a capire tutto è Ilievski: firma il 60 pari col suo decimo punto del tempo, e la Macedonia, pur messa sotto dalla fisicità di Vorontsevich, è sempre pari a 48" dalla sirena e ancora in bonus. A -16" Bykov trova il canestro del 70-68. Ultima azione: tutti guardano McCalebb che va dentro e trova un passaggio ad un liberissimo Stojanovski. Che commette l'errore fatale. La Russia vince la lotta a rimbalzo 43-25 ma chiude con 18 palle perse. Kirilenko, a 30 anni, vince la seconda medaglia della sua carriera. Meritata.
Russia: Kirilenko 18, Monya 10, Mozgov 10, Vorontsevich 10
Macedonia: McCalebb 22, Ilievski 16, Antic 13
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Luca Chiabotti - La Gazzetta dello Sport

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