domenica 21 agosto 2011

Intervista doppia a Bourousis e Fotsis

Sfida greca ai campioni
«Attento amico Zisis, quest'anno vince Milano»
La coppia Bourousis e Fotsis avverte Siena
«E' la più forte, ma l'abbiamo nel mirino»
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Lotta sotto le tabelle nel quarto di finale delle Olimpiadi di Pechino 2008.
Gli ellenici Bourousis e Fotsis contendono il rimbalzo agli argentini Scola e Oberto

Ioannis Bourousis e Antonis Fotsis sono una coppia importante. Standogli accanto ti rendi conto di cosa dovranno affrontare gli avversari dell'Olimpia Milano nella prossima stagione. D'altronde per far strada in Europa servono chili, centimetri ed esperienza, tutte cose che di certo non mancano ai due greci.

Cosa vi ha spinto a venire a Milano?
Bourousis: «Per me è stato molto importante vedere come hanno costruito una squadra nuova, con un coach di nome il cui valore è indiscusso. Sono bastate poche parole con lui per convincermi a venire».
Fotsis: «La possibilità di costruire insieme qualcosa di importante, crescere in una squadra che ha il potenziale per disputare una grande stagione».

A proposito di potenziale, dove potete arrivare?
B: «E' presto per dirlo. Siamo quasi tutti nuovi, ci siamo noi due, Cook, Nicholas, Hairston. Dovremo lavorare duramente in allenamento tutti assieme per conoscerci e fare gruppo».
F: «Concordo con Ioannis. Diamoci tempo, l'importante sarà trasformare il talento individuale in una squadra».

Avete parlato con Scariolo del vostro ruolo?
B: «Non ancora, non siamo entrati nei dettagli. Lo faremo una volta che ci ritroveremo, dopo l'Europeo».
F: «Non siamo entrati nei dettagli, ma noi sappiamo come giocano le squadre di Scariolo e lui a sua volta sa benissimo quali sono le nostre caratteristiche e cosa possiamo fare in campo».

Milano ha avuto un discreto successo in Italia nelle ultime stagioni ma ha stentato in Europa. Con voi spera di ribaltare questo trend negativo.
B: «Sia io che Antonis abbiamo esperienza in Eurolega e la metteremo al servizio della squadra per raggiungere le Top 16 e magari anche le Final Four. Ma vogliamo anche lo scudetto, visto che mi pare manchi a Milano da 15 anni».
F: «Ci sarà pressione per fare bene, ma ci siamo abituati e questa squadra ha i mezzi per fare strada in tutte le competizioni».

In Italia però c'è Siena, che ha vinto gli ultimi 5 tricolori.
B: «Siena sono anni che domina in Italia e fa benissimo anche in Eurolega. Ha un ottimo coach e giocatori bravissimi. Ma voglio dire al mio amico Zisis che quest'anno lo scudetto lo vinceremo noi!».
F: «Il nostro obiettivo sarà arrivare davanti a Siena. Vogliamo giocare al massimo subito per avere una chance di batterli».

Avete già sfidato la Nazionale italiana due volte nella preparazione per l'Europeo. Avete parlato con Mancinelli, che ritroverete all'Armani?
B: «Non ancora, al momento sono concentrato solo sulla Grecia».
F: «Solo un rapido saluto e un arrivederci a Milano».

La Grecia si presenterà in Lituania senza Papaloukas, Diamantidis, Spanoulis e Schorstanitis.
B: «Meglio parlare di chi c'è, giocatori che daranno l'anima per centrare la qualificazione ai Giochi».
F: «Certo, ci mancano tanti bravi giocatori, ma la vita è fatta così, e sono certo che quelli che ci sono faranno bene. Il nostro obiettivo è entrare nelle prime sei per qualificarci almeno al Preolimpico».

C'è un giovane che vi sentite di segnalare?
B: «Tutti daranno una mano, non credo ci sia uno in particolare che possa elevarsi sopra gli altri».
F: «Ci sono tanti giovani che faranno bene, anche se sono inesperti, e che, se lavoreranno duramente, potranno diventare ottimi giocatori in futuro».

Quali sono i vostri hobby?
B: «La playstation... No, scherzo! Mi piace stare in compagnia e uscire a cena in un buon ristorante».
F: «Hobby? E chi ha tempo... Ho un bambino di due anni, quando non sono in palestra ci pensa lui a tenermi occupato».

Il livello della nostra serie A negli ultimi anni è calato: come lo vedete da fuori?
B: «Penso resti il miglior campionato in Europa dopo quello spagnolo».
F: «Capita a tutti i campionati di avere alti e bassi, ma per quello che ho visto l'anno scorso ci sono tante squadre di buon livello e che in estate hanno lavorato bene e quindi cresceranno ulteriormente».

Vi è spiaciuto lasciare la Grecia?
B: «Da un certo punto di vista sì. Ma non c'erano alternative con la crisi economica che ha colpito il nostro paese. Gli investitori hanno paura di mettere i soldi nelle squadre, non solo di basket. Per me si tratta della prima esperienza lontano dalla Grecia, mi pare arrivi al momento giusto».
F: «La crisi ha forzato la mano a molti. Ma per me il basket è un lavoro, quindi da una parte o dall'altra fa lo stesso, mi concentro solo sulla pallacanestro».

Domanda d'obbligo: Milano o Inter?
B: «Nessun dubbio: Milan!».
F: «Non seguo il calcio, quindi non ho preferenze».

Massimo Oriani  - La Gazzetta dello Sport
Venerdì 19 Agosto 2011 


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