venerdì 1 luglio 2011

Lockout in NBA

Della serie “le cattive notizie non arrivano mai da sole”. 
Dopo la messa in liquidazione del Basket Rimini di due giorni fa con lo scoccare della mezzanotte della costa est degli States è scaduto il contratto collettivo tra franchigie e giocatori della NBA, ed in assenza di un nuovo accordo che consenta a tutte le 30 squadre di poter competere per il titolo è scattato ufficialmente il lockout.
Durante questo lockout le squadre non potranno fare trattative tra di loro per gli scambi di giocatori ed i contratti resteranno “congelati”. Inoltre i giocatori non potranno utilizzare i campi di allenamento e le strutture delle varie franchigie. Non ci saranno camp, partite di esibizione, allenamenti, coaching session o meetingIn sintesi, l' NBA si ferma sino a data da destinarsi. Finché un nuovo modello non accontenti tutti quanti e se, entro il 7 gennaio 2012 non si troverà un comune accordo la stagione sarà sospesa definitivamente.
Per noi tifosi non resta altro che incrociare le dita e sperare in una soluzione.


Salta l'accordo sul contratto collettivo Ufficiale il lockout Nba
Sul sito della lega l'annuncio: “fino a quando non sara’ raggiunto un nuovo accordo tra franchigie e giocatori ci sarà il blocco". Le parti dovrebbero incontrarsi nuovamente nelle prossime due o tre settimane
New York, 1 luglio 2011 - La Nba si ferma. Con un comunicato apparso sul sito della lega americana viene ufficializzato il lockout “fino a quando non sara’ raggiunto un nuovo accordo sul contratto collettivo” tra franchigie e giocatori. “Abbiamo bisogno di un modello sostenibile che consenta a tutte le 30 squadre di poter competere per il titolo, ricompensando correttamente i nostri giocatori e dando alle franchigie, se ben gestiti, l’opportunita’ di fare profitti - ha spiegato il vice commissioner della Nba, Adam Silver - abbiamo fatto diverse proposte al sindacato, compreso un accordo che prevedeva due miliardi di dollari da condividere ogni anno con i giocatori, una media di 5 milioni a giocatore”, ma da parte dei cestisti e’ arrivato il no.
“Il problema e’ che c’e’ che un divario tale in termini di numeri che non riusciamo a trovare una via per colmarlo”, ribatte Billy Hunter, capo del sindacato dei giocatori.
Le tre ore di riunione di ieri sera, dunque, non sono servite a trovare l’intesa sul contratto collettivo che scadeva il 30 giugno anche se, ha detto lo stesso Hunter, le parti dovrebbero incontrarsi nuovamente nelle prossime due o tre settimane. Ma la stampa americana non esclude uno scenario apocalittico: sospensione definitiva della stagione se non sara’ trovata un’intesa entro il 7 gennaio 2012, questa la data fissata dai club.
Dietro la serrata l’ultima annata che ha visto le franchigie chiudere con perdite per 300 milioni di dollari e solo 8 societa’ su 30 presentare un bilancio in positivo, ovvero quelle possono contare su un grosso giro d’affari come New York KnicksBoston CelticsLos Angeles LakersChicago Bulls Miami Heat.
Per frenare l’emorragia, le franchigie avevano chiesto ai giocatori una riduzione degli ingaggi del 30% proponendo un introduzione del salary cap a 65 milioni di dollari per squadra. In particolare il punto di scontro riguarda il sistema di distribuzione dei profitti: a fronte del 57% previsto dal contratto scaduto ieri notte, i club hanno proposto ai giocatori il 50 ricevendo una controproposta del 54,3, percentuale che pero’,secondo i proprietari avrebbe comportato per le franchigie perdite per 7 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Scattando il lockout viene cancellata la Summer League ma e’ a rischio anche la partecipazione ai tornei di qualificazione alle Olimpiadi.
Durante la serrata, inoltre, i giocatori non riceveranno alcun ingaggio e non potranno utilizzare le strutture delle squadre per allenarsi. Dall’altro lato i team non potranno trattare, ingaggiare o scambiare giocatori. I contratti sono quindi sospesi a tempo indeterminato come fu nella stagione 1998-1999: allora il blocco duro’ sei mesi e la regular season fu ridotta da 82 a 50 partite. Resta da vedere se i cestisti potranno o meno, durante la serrata Nba, venire a giocare in Europa in attesa che riparta il campionato statunitense.

Il comunicato ufficiale del lockout da nba.com

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